Gazzetta di Reggio

Reggio

Gesta in rosso, Ccpl cerca partner

Gesta in rosso, Ccpl cerca partner

La coop si avvia al varo del nuovo piano industriale in attesa dell’ok delle banche

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REGGIO. Razionalizzazione delle attività e dismissione del patrimonio a basso reddito. Si innesta in questa scia la ricerca di nuovi potenziali partner per Gesta, società di impiantistica e gestione servizi che il Ccpl comprò nel 2007 dalla Orion di Cavriago, offrendo ossigeno alla consorella finita poi in concordato. Gesta aveva in conti in rosso sia nel 2011, quando la perdita era di 3 milioni di euro, sia nel 2012, quando la perdita sfiorò gli 8 milioni di euro. La semplificazione della catena gestionale e la creazione di responsabili per ogni business unit della variegata galassia industriale del Ccpl, dovrebbe portare all’avvicinamento di società esterne intenzionate a investire negli affari di Gesta. Non è escluso, al momento, che tra i partner facciano capolino altre coop impegnate nel settore dei servizi. Sono quindi settimane febbrili quelle che stanno vivendo i vertici del Ccpl, riferimento della cooperzione reggiana, impegnati nella redazione del prossimo piano di sviluppo triennale. Un progetto basato sulla rivitalizzazione del gruppo, sostenuto finanziariamente del sistema cooperativo, che ha iniettato soldi freschi per offrire la liquidità sufficiente per finanziare il rilancio. Prova ne è la nomina di Lino Versace, presidente della cassaforte cooperative Ccfs, nuovo ad al posto dell’ex dominus Ivan Soncini. Ad avere voce in capitolo, poi, ci sono le banche, con le quali Ccpl sta cercando un accordo. Non si tratterebbe, però, di nuove linee di credito, bensì della conferma degli affidamenti attuali che alimentano il circolante.

Tra i punti al vaglio dei manager guidati da Versace, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, necessari per poter agganciare il rilancio in maniera indolore. Fatti oggetto di una incontro tra il Ccpl e i sindacati reggiani, con i quali sono state spese parole rassicuranti. La coop, infatti, vorrebbe riprendere in mano, ad esempio, il settore inerti, che sembrava avviato verso l’abbandono. (e.l.t.)