Gazzetta di Reggio

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TANGENTI A REGGIO Il candidato Beltrami: "Se divento sindaco non lo faccio più..."

di Elisa Pederzoli
TANGENTI A REGGIO Il candidato Beltrami: "Se divento sindaco non lo faccio più..."

Nelle intercettazioni svelato il meccanismo per risolvere le pratiche. Tra il ristoratore e l’ex funzionaria infedele c’èanche il politico

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REGGIO EMILIA

«Adesso vediamo... adesso dipende, se divento sindaco io poi queste cose non le faccio più...». Questo è solo uno dei passaggi più emblematici dei dialoghi intercettati dai carabinieri nei due mesi di indagini nell’ambito dell’inchiesta “Nottingham” e contenuti nell’ordinanza firmata dal gip Antonella Pini Bentivoglio, che hanno disvelato un sistema di tangenti che coinvolge l’Agenzia delle Entrate. A pronunciarle è Gabriele Beltrami, il candidato sindaco di Cavriago alle ultime elezioni amministrative con la lista “Alternativa civica” e colpito con la moglie dal divieto di dimora nel Reggiano. A registrarlo, il microfono nascosto indossato da Enzo Bertelli, del ristorante di Bagnolo “Il gioco dell’oca”: lui e il socio sono i soli che hanno denunciato ai carabinieri il sistema e per un po’ hanno finto di stare al gioco.

Il primo incontro con i ristoratori in cui si è parlato della “pratica” da risolvere risale al 19 marzo scorso. Beltrami avrebbe «mostrato loro di essere a conoscenza senza ragione legittima di molti dettagli relativi all’accertamento fiscale in corso». E diceva di avere «la possibilità di porre rimedio a eventuali violazioni attraverso una sorta di accordo privato». Precisando di essere un mero portavoce e che il vero intermediario era una donna. E «chiariva loro che una sanzione elevata all’Agenzia delle Entrate, poteva essere notevolmente ridotta e, con la differenza, assicurare una “caramella a qualcuno”».

LE INTERCETTAZIONI In precedenza, Bertelli aveva autonomamente videoregistrato due incontri con Beltrami. Nei quali si parla nel dettaglio della “pratica”. Beltrami: «Ci ha probabilmente perso un po’ più di tempo, non lo so il perchè... Però loro mi han detto... lei! Lei che poi sono loro! Secondo me c’è una banda là dentro. Che mi hanno detto uhm in linea di massima quello che cercano di fare è di archiviarla, completamente, senza farvi pagare niente! Questo caso, chiedono dieci mila euro!» Il ristoratote: «Umh!». Beltrami: «Se invece dovrete pagare qualcosa, automaticamente scende giù, se c’è son nove da pagare». Il ristoratore: «Sì! Beh... tanto... si va un attimo... se va avanti va concordato un attimo! Faremo in modo di...». Beltrami: «No, io vi dico quello che mi hanno detto...Mi ha anche detto una cosa! Se... a me piace quel lavoro lì... ci garantisci tu che ce li danno, ci van bene anche ... se ce li danno in due o tre volte! Nel caso che abbiano difficoltà. E io gli ho detto... posso garantire, perchè io vado a mangiare là...». E prosegue: «Niente, adesso io gli dico... sono d’accordo che passa stasera a casa mia. Io gli dico allora ok, vai avanti e poi.. quando... voi siete tranquilli che è tutto archiviato, che è tutto a posto...». Beltrami puntualizza anche: «Oh.. a me dispiace perchè... te l’ho detto anche con te... io piuttosto... un lavoro del genere, se fosse stato... non perché siete degli amici, in fin dei conti, però... son di quelle figure che dico onestamente che... la Vanna (ndr, la moglie) stessa stamattina ha detto: “Oh sia certo che venga lei a prenderli, la busta la danno a lei! Perchè io non voglio mica che pensino... Io le ho detto: “Beh, io la busta non la voglio di sicuro...”».

Tra le intercettazioni, c’è anche una telefonata tra l’ex funzionaria Anna Maria Corsi e la moglie di Beltrami, Vanna Montanari, datata 12 maggio. Un confronto sugli stessi ristoratori. Che rispetto alla proposta, ancora non hanno deciso. Montanari: «Gabriele ieri sera gli ha lasciato anche un messaggio... e in tutto ieri non hano risposto a nessuno... insomma... bisogna poi anche che rispondano eh...». Corsi: «Mah...». Montanari: «Mah io guarda Annetta a volte la gente non la capisco...». Corsi: «Non gli interessa? Ha ha... se non gli interessa a loro».

Fino a che il 21 maggio Beltrami e il ristoratore Enzo Bertelli si incontrano: la cena è l’occasione per presentare Anna Maria Corsi. Beltrami: «La signora che vi ha risolto quel problema...». Corsi: «Io sono l’ambiasciatore... Diciamo che sto in mezzo e dopo mi sono intromessa... perchè diciamo che ho il filone». Durante la stessa conversazione aggiunge: «Io non ho potere però diciamo che, avendo lavorato tanti anni là dentro... il filone c’è!».

Si parla anche di altre due pratiche nell’ordinanza che ha disposto i due arresti e le tre misure cautelari più lievi. Una riguarda un altro ristorante della provincia, che non ha però denunciato la proposta di tangente. La faccenda è ancora sotto indagine.
Nei dialoghi intercettati al telefono, comunque, emerge che Anna Maria Corsi comunica al ristoratore di aver sentito qualcuno all’interno dell’Agenzia delle Entrate, di aver avuto la garanzia che la pratica non sarebbe stata toccata fino ad agosto e che comunque gli sarebbe stato garantito un buon trattamento. Il 28 maggio, però, c’è un problema. Qualcuno dal locale ha chiamato in Agenzia per parlare della pratica. La stessa sulla quale la Corsi e il funzionario Attilio Riga starebbero “lavorando” illecitamente. Riga: «Mi ha detto che il ragazzo di quella cartella che mi hai detto l’altra sera ieri ha chiamato personalmente lui, con il capo reparto dicendo che ha ragione, dicendo che va alla banca... Se adesso si mette a fare casino mentre noi gli stiamo guardano come risolvere al meglio, se si mette a telefonare, a dire che ha ragione eccettera... nel momento in cui capisce che non ha ragione, se lo indispettisce, è capace che si frega pure per tutti gli anni successivi, li va a mettere dentro!». Anna Maria Corsi poi chiede conto al ristoratore: «Se tu dai l’incarico a una, non puoi poi andare a telefonare... hai combinato un bel casino!».
C’è una terza pratica che coinvolge la Corsi e Riga. Qui il ruolo di mediazione è affidato a una donna, attualmente indagata ma non colpita da misure. La pratica si è conclusa con la riduzione della sanzione, pagata a rate, e una tangente. La donna: «Mi ha detto che come ieri sarebbe andato il tuo amico a parlare ancora». Corsi: «E mah sì... ma non capisce niente... più di così!». La donna: «Comunque domani mattina io vado da lui...». La Corsi: «Anzi ha già fatto hai capito? Di più di quello che si sperava...». Secondo il gip la Corsi ha un atteggiamento pressante per ottenere la mazzetta, suggerendo alla mediatrice di«adottare un atteggiamento intimidatorio».