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Unione dei comuni, 3 milioni dalla Regione se passa il progetto

Unione dei comuni, 3 milioni dalla Regione se passa il progetto

Il Comune che nascerebbe unendo Ligonchio, Busana, Collagna e Ramiseto riceverebbe 247mila euro all’anno per quindici anni più altri 600mila euro

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BUSANA

Diventerebbe il Comune territorialmente più esteso della provincia reggiana e il sesto della regione: questo potrebbe essere l’ente che nascerà, se la popolazione darà parere favorevole, dal referendum per la fusione tra Ligonchio, Collagna, Busana e Ramiseto, in programma a ottobre.

Intanto, in Regione, si è parlato di questo ambizioso progetto nell’ambito della commissione regionale Bilancio, Affari generali e istituzionali, presieduta da Marco Lombardi, che ha visto presenziare in audizione i quattro sindaci interessati: Giorgio Pregheffi, Paolo Bargiacchi, Daniela Pedrini e Martino Dolci.

I quattro, in modo unanime, hanno espresso il loro convinto sostegno a un percorso iniziato da tempo e che trova le sue radici nella proficua collaborazione per la gestione di molti servizi importanti all’interno dell’Unione dei Comuni dell’Alto Appennino reggiano.

«La nostra Unione – ha sottolineato Pregheffi – può essere considerata un’esperienza “apripista”, tale da consentire oggi di fare un ulteriore passo avanti rispetto a una gestione che è sempre più complicata per la mancanza di risorse».

Ha aggiunto Bargiacchi: «A fronte di un territorio montano di grande bellezza e di vasta estensione (in tutto 257 chilometri quadrati), dove i servizi sono più costosi che in pianura e dove la popolazione si è progressivamente e sensibilmente ridotta (dal 2001 al 2011 gli abitanti sono calati di circa 850 unità, pari al 16% del totale), la fusione è un progetto che merita di “arrivare in fondo”. L’Unione, che ha consentito processi di risparmio oggi non è più sufficiente».

La Pedrini ha ricordato i numerosi incontri che si sono tenuti sul territorio alla presenza di tutti i sindaci per coinvolgere i cittadini e far conoscere il progetto. «L’unione fa la forza – ha aggiunto Dolci – Il timore e il campanilismo devono essere superati, affinché si creino le condizioni più favorevoli per consentire ai cittadini di rimanere sul territorio».

Riguardo ai cittadini, che dovranno pronunciarsi in un referendum sulla fusione, anche se la legge regionale attribuisce un carattere consultivo alla consultazione e non vincolante, i sindaci hanno precisato che per espressa deliberazione dei quattro enti la fusione si farà solo in caso di esito positivo in tutti e quattro i comuni. Il progetto di legge attualmente in discussione in commissione prevede che, in caso di fusione, il nuovo Comune unico, con una popolazione di circa 4.500 abitanti, avrebbe decorrenza dal primo gennaio 2015 e riceverebbe dalla Regione un contributo costante annuale di 247.500 euro per quindici anni. In aggiunta è previsto un contributo regionale straordinario in conto capitale di 200mila euro all’anno per un triennio. (l.t.)