Gazzetta di Reggio

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FISCO E TANGENTI Nell'inchiesta spunta anche un carabiniere

di Elisa Pederzoli e Tiziano Soresina
FISCO E TANGENTI Nell'inchiesta spunta anche un carabiniere

Il militare è finito nei guai per aver consultato illegalmente nella banca-dati un nominativo richiestogli dall’ex funzionaria

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REGGIO EMILIA. C’è anche il nome di un carabiniere nella lista degli indagati nell’ambito dell’operazione Nottingham. Una posizione a margine, da quello che emerge, che comunque allarga l’inchiesta.

Durante le intercettazioni telefoniche di cui era oggetto Anna Maria Corsi, l’ex funzionaria dell’Agenzia delle Entrate ora arrestata, gli investigatori hanno sentito la telefonata che la donna ha fatto al militare, suo amico. Per chiedergli il favore di fare un controllo attraverso la banca-dati informatizzata di un nominativo. Lo stesso, peraltro, che aveva chiesto di controllare negli uffici dell’Agenzia all’altra indagata, cioè la dipendente Giovina Palazzo: il ristoratore Omar Costi dell’Amarcord. Un illecito per il militare, in servizio in una stazione della montagna. Il quale, probabilmente, non sapeva della reale necessità per la quale la donna gli chiedeva il controllo.

Intanto ieri si sono svolti i primi interrogatori di garanzia.Mai chieste o ricevute somme di denaro, semplici piaceri ad amici ma in forme lecite. Sono i passaggi-chiave di questi interrogatori-fiume che ieri hanno riguardato le due persone finite in carcere: la 70enne Anna Maria Corsi (funzionaria in pensione dell’Agenzia delle Entrate) e il 41enne Attilio Riga (funzionario dell’ufficio pubblico). Sono entrambi difesi dagli avvocati Claudio ed Annalisa Bassi. La 70enne è stata sentita – dal gip Antonella Pini Bentivoglio, alla presenza del pm Giulia Stignani – nel carcere di Modena: ha parlato per tre ore, spiegando che conosce altri due indagati (Gabriele Beltrami e la moglie Vanna Montanari), di essersi interessata delle vicende fiscali di tre commercianti in difficoltà (due ristoratori ed un parrucchiere) ma solo per amicizia, senza tornaconti economici, dando semplicemente dei consigli. Successivamente – ma in carcere a Reggio – è stata la volta dell’interrogatorio di Riga che, puntigliosamente, ha voluto per oltre cinque ore chiarire la sua posizione ed il contenuto delle intercettazioni che lo riguardano. Ha ammesso di essere stato in contatto con la Corsi (a cui è legato da una profonda amicizia) e di aver fatto alcuni accessi informatici ma non con l’intento di modificare o stravolgere gli esiti dei relativi accertamenti fiscali. Il 41enne dice di essersi limitato a consulenze lecite, indicando poi gli uffici competenti a cui rivolgersi oppure ad un consulente esterno. «Si può parlare di posizioni ridimensionate» il commento dei due difensori a fine-interrogatori: hanno chiesto per i loro assistiti la revoca della misura restrittiva o in subordine gli arresti domiciliari. Il gip Pini Bentivoglio deciderà, sul punto, nelle prossime ore.

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