Camisasca: «Sogno il mio esame di storia»
I ricordi tra i banchi del vescovo di Reggio, del sindaco Luca Vecchi e del maestro Andrea Griminelli
Tanti ricordi, diversi tra loro. Ma di certo l'esame di maturità per tutti è stato un passaggio epocale. Per il neo sindaco Luca Vecchi, che si è diplomato nel 1991 allo Scaruffi, «gli amici della scuola diventano amici della vita. Il ricordo – sottolinea – è lucido nella mia memoria: l'ansia dell'attesa dei temi e del voto e il metodo e il rigore con cui cercai di prepararmi al meglio. Con il senno di poi fu davvero una prova di maturità, di crescita utile, anche a passaggi successivi della vita». E aggiunge: «Fu un po’ come una gara, devi prepararti, non devi sottovalutare nulla, essere determinato ma devi anche sapere controllare le emozioni e mettere in conto che non bisogna solo essere bravi ma ci vuole anche una buona dose di fortuna». Poi il sindaco si rivolge agli studenti di oggi: «A loro suggerirei di viverla così: con coraggio e determinazione e con fiducia nel futuro». Altrettanto vivo il ricordo del vescovo Massimo Camisasca. «Il mio esame nel giugno del 1965 fu preceduto da settimane di studio intensissimo. Si era interrogati su tutte le materie. Erano esami circondati da una grande serietà e anche da un eccessivo nozionismo. Fui promosso con buoni voti, ma quegli esami ritornarono più volte, negli anni successivi, nei miei sogni. Soprattutto, non so perché, l'esame di storia». Il maestro Andrea Griminelli, ricorda alcuni profumi nell'aria. «Ero già allora molto focalizzato sul mio diploma di flauto e avevo già iniziato a tenere i concerti, ma ricordo che fu un esame abbastanza sofferto. Non ero uno studioso. Ero bravo in lingue e questo mi è servito anche dopo la mia maturità in ragioneria. Di quei giorni del 1978 ricordo ancora l’intenso profumo dei tigli che si respirava a ragioneria a Correggio, ma ricordo soprattutto che grazie al fatto che già facevo dei concerti, i professori furono clementi con me. In particolare Giacomo Margini, che credo allora fosse anche il vice sindaco e mi diedero 39/60. Però almeno ho accontentato i miei genitori».
Roberto Fontanili
