Contestate 31 schede scrutinate
Come “persona informata dei fatti” Pietro Drammis è già stato sentito dalla Digos nell’ambito della delicata inchiesta (coordinata dal pm Isabella Chiesi) sui presunti brogli elettorali che è stata...
Come “persona informata dei fatti” Pietro Drammis è già stato sentito dalla Digos nell’ambito della delicata inchiesta (coordinata dal pm Isabella Chiesi) sui presunti brogli elettorali che è stata innescata dalle denunce presentate dal Movimento 5 Stelle. Drammis è il presidente di uno dei due seggi (per la precisione il “7” di viale Montegrappa, l’altro finito nel mirino è il “149” di via Premuda) in cui sono state contestate e non assegnate 31 schede.
Nella denuncia presentata dai grillini, in specie dalla parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni insieme alla rappresentante di lista Alessandra Guatteri, si entra nel merito di quanto sarebbe accaduto al seggio “7” (nella foto): «Alla presenza di altri due rappresentanti di lista, ci siamo accorti che su alcune schede per il Pd risultavano segnate delle preferenze con la stessa grafia: su 31 schede sono state apposte preferenze per i candidati Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti. Tutti i membri del seggio hanno verificato e confermato che la grafia era uguale e che in alcune schede la grafia con cui era scritto il nome di Rivetti era chiaramente differente rispetto alla prima preferenza indicata».
Ora sulle schede “sospette” sequestrate nei due seggi “7” e “149” verrà effettuata una perizia calligrafica.
