Giunta, manca solo il sì della Curioni
Vecchi incassa l’ok ufficiale di Foracchia per le Relazioni internazionali. Ieri il primo incontro con la presidente di Qua.Dir
Un nuovo sì. È quello incassato ieri da Luca Vecchi, che sta finalmente ultimando il mosaico dei nomi della nuova giunta. Dopo Alex Pratissoli all’Urbanistica e Francesco Notari al Bilancio, ad accettare ieri l’incarico proposto dal neosindaco è stata Serena Foracchia, già consigliera di Reggio Children, alla quale Vecchi assegnerà una delega tutta nuova: l’assessorato alle Relazioni internazionali e alla Progettazione europea, con il compito di seguire in prima persona i progetti e i bandi Ue. Salgono così a sette i nomi certi del nuovo esecutivo cittadino, con l’ultimo nodo da sciogliere che riguarda Raffaella Curioni, presidente di Qua.Dir (istituto di alta formazione di Legacoop), a cui Vecchi assegnerebbe la delega alla Scuola, all’Istruzione e all’Università. Il suo nome circolava già da qualche giorno, ma soltanto ieri ci sarebbe stato il primo incontro ufficiale con Vecchi. Di fronte alla proposta del sindaco, Curioni si sarebbe presa qualche giorno di tempo prima di sciogliere la riserve.
Ma se la formazione della giunta sembra ormai in dirittura d’arrivo, diverso in casa Pd è il discorso per la nomina del capogruppo e del presidente del Consiglio comunale. Per il primo incarico, in pole resterebbe il nome di Andrea Capelli, recordman di preferenze alle elezioni. Dalla prima riunione tra i consiglieri eletti, tuttavia, martedì sera c’è stata per ora solo una fumata nera, rinviando così la decisione a lunedì prossimo, ormai a ridosso del primo consiglio, convocato giovedì 26 e venerdì 27 giugno. Soltanto una volta deciso il capogruppo si passerà all’individuazione del presidente del Consiglio, che una volta scelto dovrà essere posto alla votazione dell’assemblea in Sala del tricolore, insieme a quello del vicepresidente vicario e del vicepresidente. Proprio al capogruppo spetterà il compito di condurre le “trattative” con le opposizioni per i due ruoli di vice, cercando di evitare che l’elezione del presidente del Consiglio arrivi alla terza votazione, quando servirebbero 17 voti invece dei due terzi dell’assemblea previsti nelle prime due votazioni. Fra gli ordini all’ordine del giorno del primo consiglio, inoltre, anche la comunicazione del sindaco delle linee programmatiche del mandato e la determinazione degli indirizzi per la nomina dei rappresentanti del Comune in enti, aziende e istituzioni, con cui si aprirà il nodo dei cambi di guardia alle partecipate. (e.spa.)
