Gazzetta di Reggio

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I reggiani scelgono il tema “tecnologico”

I reggiani scelgono il tema “tecnologico”

Studenti rassegnati di fronte alle tracce e docenti scettici sulle scelte ministeriali. Pochissimi puntano su Quasimodo

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Anche quest’anno la tradizione dell’esame di maturità è stata rispettata con la vanificazione del tototema. Si scommetteva su Pirandello, D’Annunzio, Primo Levi, Garcia Marquez, Saba o Svevo. Come volevasi dimostrare, ieri è uscito Quasimodo, generalmente trascurato dai pronostici. È stata azzeccata, in parte, la previsione basata sul centenario della Prima guerra mondiale. Le tracce proposte però erano sette. Una scelta, almeno di ripiego, non era difficile. Tutto sommato la prima prova, lo scritto di italiano, non ha incontrato intralci sul cammino di sei ore percorso dai tremila candidati dopo la trasmissione online dei temi ministeriali.

Massimo Manghi, docente di lettere al liceo Moro e commissario d’esame al Corso di Correggio, è impietoso con gli esperti incaricati dal ministero dell’Istruzione di formulare le tracce: «Sono state fatte formulazioni infelici. Pochissimi erano in grado di svolgere i temi in maniera esauriente. Tuttavia non ho notato ansia fra gli studenti, che appartengono a una generazione di rassegnati». Le scelte sono state dettate dalla ricerca della strada meno difficoltosa: «Nella mia commissione - riferisce Manghi - su 53 candidati nessuno ha optato per l’analisi del testo di Quasimodo, nessuno per il tema di storia e uno solo per il tema di ordine generale basato su una citazione di Renzo Piano. Tutti si sono buttati sulla redazione di un saggio breve o articolo di giornale. Il 45% ha scelto quello sulla tecnologia pervasiva, il 35% sulle nuove responsabilità, il 10% sul tema del dono e il 10% sulla violenza e non violenza nel Novecento». Anche Lorenzo Capitani, docente di storia e filosofia e commissario interno all’Ariosto-Spallanzani, sottolinea il contrasto fra il clima sereno e la difficoltà delle tracce: «Anche nella mia scuola - dice - è stato molto gettonato il tema tecnico-scientifico. Le altre tracce, per quanto accessibili, presentavano documenti complessi. Sarebbe il caso di ritornare a un'impostazione più tradizionale e lineare, per evitare il rischio della dispersione e della banalizzazione». Roberto Tassoni, docente di storia e filosofia e commissario interno al liceo Moro, è meno drastico: «I temi erano fattibili. Quello di storia era interessante, ma non lo si aspettava in questa forma. Nessuno dei miei studenti l'ha svolto».

Luciano Salsi