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Iren, Profumo: pronti a un nuovo risiko

Iren, Profumo: pronti a un nuovo risiko

Disco verde dei soci al bilancio 2013. La società acquisirà le realtà più piccole. Vecchi: «Più investimenti sul territorio»

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REGGIO. Il presidente di Iren Francesco Profumo non ha chiuso la porta all'ipotesi di ulteriori aggregazioni, in un settore come quello delle multiutility, dove le prime quattro società per dimensioni e che sono quotate in borsa, coprono all'incirca l'80% del mercato, mentre la restante parte è nelle mani di 1.300 aziende di dimensioni molto più ridotte e dove 700 di queste sono in crisi. In questo quadro, incorporazioni che non riguardino incroci tra le quattro aziende maggiori, ma l'assorbimento di piccole realtà, sono una strada percorribile. Tenuto conto, come ha confermato ieri il presidente Profumo «che obiettivo di Iren è quello di diventare multiregionale».

Una scelta che, come ha mostrato la doppia fusione di Agac prima in Enia nel 2006-2007 e poi nel 2010 in Iren, non è sempre indolore ma è spesso causa di critiche feroci da parte dei cittadini utenti. A partire dal rischio di un allontanamento delle multiutility dal proprio territorio di riferimento e di un calo di fiducia nel rapporto tra clienti, utenti, cittadini e aziende. Un problema di cui la stessa Iren ieri si è detta consapevole. Questo argomento è stato proprio il filo conduttore della tavola rotonda che si è svolta nel pomeriggio di ieri nella sede reggiana della multiutility su: "Iren, sostenibilità e territorio" a cui hanno partecipato il presidente e il vice presidente della multiutility Francesco Profumo e Andrea Viero, Paolo Tartarini dell'Università di Modena e Reggio, Giuseppe Alai per l'Alleanza delle cooperative di Reggio e il neo sindaco di Reggio Luca Vecchi.

Sempre ieri mattina, i soci riuniti in assemblea hanno approvato il bilancio 2013 deliberando un dividendo pari a 0,0523 euro per azione, in linea con quello dell'esercizio precedente. Tra i dati più significativi del bilancio, i ricavi che sono pari a 3.440 milioni di euro, (in calo rispetto a 4.327.9 del 2012) e l'utile netto della gestione ordinaria (133.8 milioni di euro e in crescita del 6.8% rispetto al 2012). Sostanzialmente stabile invece l'indebitamento finanziario netto, che al 31 dicembre 2013 era di 2.525 milioni di euro, rispetto ai 2.555 dell'anno precedente. Di fatto, ha rilevato il presidente Profumo, il gruppo ha chiuso in utile nonostante il calo del mercato.

Nel pomeriggio, Luca Vecchi ha lanciato l'invito ai vertici di Iren affinché la società sia un volano «di sviluppo e di dinamismo economico dei territori in cui opera». Parlando in particolare della realtà reggiana, Vecchi ha rimarcato come «accanto al bilancio finanziario, occorre che la multiutility sia in grado di presentare anche quello ambientale e quello sociale», intendendo con ciò che l'azienda deve saper essere «uno sviluppatore d'innovazione, assicurando anche tariffe sostenibili».

Roberto Fontanili