Gazzetta di Reggio

Reggio

la sentenza del tar

Sparò ai cani, addio al porto d’armi

La denuncia della vicina venne archiviata ma il ricorso è respinto

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Gli era stata sospesa la licenza di detenzione di armi, munizioni e materiali esplodenti dopo una denuncia: quella della vicina di casa che lo accusava di aver esploso alcuni colpi di fucile verso i suoi cani per farli smettere di abbaiare. Non è bastata l’archiviazione da parte della procura della vicenda per riaverla e il Tar ha respinto anche il suo ricorso. E dunque, non potrà più avere armi.

E’ l’epilogo di una vicenda che risale al maggio del 2012 e che coinvolge un reggiano, difeso dagli avvocati Enrico Della Capanna e Giulia Galloni. Un episodio che, secondo quanto poi riferito dalla questura alla prefettura, non sarebbe stato l’unico: un altro vicino, per altro appartenente all’Arma, aveva infatti raccontato una situazione analoga. E la conseguenza era stata quel decreto del 19 giugno 2012 con cui il prefetto vietava all’uomo la detenzione di armi.

Lo stesso aveva deciso di fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Dove, faceva notare come l’intera vicenda infine fosse finita con un’archiviazione. E che l’altro episodio, non sarebbe stato approfondito adeguatamente né provato.

Ma i giudici di Parma, con una sentenza datata 12 giugno, hanno ritenuto il ricorso infondato. Facendo notare come l’atto del prefetto sia stato adottato a scopo cautelativo, al fine di evitare eventuali situazioni di pericolo. E che la valutazione di tale pericolo è discrezionale, esercitata con riguardo primario all’interesse pubblico dell’incolumità dei cittadini. Dunque: le autorizzazioni possono essere negate a chi non sia ritenuto dall’amministrazione di pubblica sicurezza in possesso dell’affidabilità necessaria. Facendo notare che l’archiviazione in sede penale e il giudizio amministrativo si pongono su piani diversi e non dipendenti fra loro. (el.pe)