Troppe assunzioni, la Corte dei Conti bacchetta il Comune di Reggio
I magistrati contabili bocciano l’amministrazione di Reggio Emilia, che nel 2011 ha sfondato il tetto massimo sui contratti imposto dal patto di stabilità
REGGIO EMILIA
Violazione del divieto di assunzione di personale previsto dal patto di stabilità, più altre criticità contabili. È quanto stabilito dalla Corte dei Conti regionale, che si è pronunciata contro il Comune per alcune irregolarità riscontrate nel bilancio 2011. Il pronunciamento, lo scorso 11 giugno, a cura della sezione guidata dal presidente Antonio Di Salvo, stabilisce che il Comune, nel 2010, nonostante un rapporto tra spesa per il personale e spesa corrente del 40,92%, ovvero superiore al 40% (limite previsto dalle norme del patto di stabilità) abbia effettuato nel 2011 ulteriori assunzioni, contravvenendo «il divieto per gli enti locali di procedere ad assunzioni di personale a qualunque titolo». Un giudizio su cui il Comune, lo scorso 15 aprile, ha risposto spiegando che fino a giugno 2011 le assunzioni sono state limitate a tempo determinato, sulla base di una interpretazione della norma che sembrava garantire il rispetto del limite, che sulla base di successivi modifiche normative era stato alzato al 50%. Ipotesi bocciata dalla Corte dei Conti, dal momento che la norma non poteva essere considerata retroattiva. Sull’istruttoria dei magistrati contabili, inoltre, sono state individuate altre criticità che, «pur non generando ricadute pericolose sul rendiconto 2011, vanno attentamente vagliate nella gestione del bilancio degli esercizi futuri». Tra queste, «il verificarsi di una situazione di disavanzo di parte corrente finanziata con il ricorso ad entrate straordinarie e con l’avanzo d’amministrazione costituisce un indice di difficoltà che richiede attente valutazioni e conseguenti iniziative». Segnalato infine anche il fatto che «il risultato economico dell'esercizio depurato dei componenti straordinari, se negativo, attesta uno squilibrio economico che rende necessaria l'adozione di provvedimenti urgenti, tesi a realizzare e mantenere il pareggio economico, da considerare un obiettivo di gestione essenziale ai fini della funzionalità dell'ente». Le irregolarità sono state segnalate al sindaco, al consiglio comunale e all’organo di revisione del Comune.
