Banda di rapinatori sequestra tre baristi
L’irruzione prima nel locale poi nell’appartamento dove cercavano una cassaforte. Tutti prigionieri per un’ora
REGGIO EMILIA Hanno agito in piena notte, a volto coperto e armati fino ai denti, per poter mettere a segno una violenta rapina ai danni di tre loro connazionali cinesi, liberati infine dalla polizia dopo aver vissuto un’ora di puro terrore. È quanto successo verso le 2 di ieri mattina al bar Koko Loko di via Papa Giovanni, dove una banda composta da quattro cittadini cinesi è entrata con due pistole alla mano, poco dopo la chiusura del locale.
Dentro hanno trovato il titolare del bar e una dipendente, che hanno legato con delle fascette e imbavagliato con del nastro da imballaggio per poter razziare indisturbati la cassa. A dare l’allarme è stato un residente della palazzina dove è situato il bar, allertato dalle urla strazianti di un’altra ragazza cinese, anche lei dipendente del bar, raggiunta dai banditi nell’appartamento posto al primo piano, dove i malviventi erano convinti ci fosse una cassaforte.
A pochi minuti dal colpo al bar, la giovane di 20 anni si trovava all’interno dell’abitazione, dove hanno fatto irruzione i malviventi che l’hanno immobilizzata. Dopo la fuga dei rapinatori, la donna è riuscita ad uscire dall’appartamento, tentando di lanciare grida d’aiuto nonostante avesse la bocca chiusa dal nastro. A sentire i lamenti è stato il suo dirimpettaio, che ha aperto la porta trovandola a terra.
«Era sotto shock, non riusciva quasi a parlare - racconta il vicino di casa - Erano le 2.50 quando ho sentito delle urla incredibili e il campanello di casa mia che suonava. Mi è venuta una paura terribile. Quando ho aperto la porta ho trovato la ragazza che aveva le mani e le gambe legate, gli occhi e la bocca coperti con del nastro. Una volta tolto il nastro dalla bocca mi ha detto di andare giù al bar, dove c’erano altre persone».
L’uomo ha subito chiamato la polizia, che ha inviato sul posto le volanti. Gli agenti hanno trovato la serranda del bar abbassata ma all’interno si vede ancora la luce accesa. Una volta entrati hanno ritrovato il titolare (un 54enne) e la dipendente (34 anni), che erano riusciti a liberarsi dopo essere stati segregati accanto allo sgabuzzino posto dietro al bancone del bar.
Secondo le prime ricostruzioni, circa un’ora prima dell’intervento della polizia, la 20enne era stata sorpresa nel sonno dalla banda di connazionali, i quali dopo aver inutilmente rovistato nel locale, erano alla caccia della cassaforte di proprietà del titolare del bar, anche lui residente nell’appartamento al piano superiore. Non avendola trovata, hanno deciso di mettere a soqquadro anche l'appartamento dove risiede la ragazza, dal quale tuttavia hanno rubato soltanto un telefono cellulare.
All’interno del locale, invece, il colpo era avvenuto mentre il titolare stava ultimando le faccende di chiusura assieme alla dipendente. Nel momento di massima calma, i quattro componenti della banda sono entrati a colpo sicuro. Dopo aver immobilizzato i due connazionali, si sono messi a rovistare, rubando il contante tenuto in cassa. Oltre al servizio bar, il locale vende anche sigarette. Il bottino ammonterebbe a diverse migliaia di euro.
La 20enne è stata portata al pronto soccorso, dal quale è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile, che ha a disposizione i filmati della videosorveglianza in dotazione al bar. Sul posto è intervenuta anche la scientifica. Il titolare e i dipendenti, dopo essere stati sentiti dagli agenti, sono tornati al lavoro. La vicenda si innesta in una lunga serie di illeciti commessi a Reggio da malviventi di nazionalità cinese, sui quali la questura sta tenendo alta l’allerta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
