Motorizzazione, due indagati di nuovo al lavoro
Un terzo funzionario è andato in pensione. Il procuratore Grandinetti ha chiuso l’inchiesta
REGGIO. Il 25 settembre scorso il blitz della Polstrada con tanto di arresti per la clamorosa inchiesta sulla Motorizzazione e su due autoscuole di Reggio, con revisioni e patenti facili come principali accuse.
Da allora sono accadute diverse cose, principalmente due con conseguenze che ora si toccano con mano: in primo luogo il procuratore capo Giorgio Grandinetti ha concluso l’inchiesta, in seconda battuta a Roma la commissione disciplinare ha sospeso per sei mesi tre dei quattro funzionari della Motorizzazione finiti nei guai, mentre il quarto indagato (una collega 54enne, accusata di truffa e falso) se l’è cavata con una sospensione molto più lieve.
Le decisioni disciplinari del ministero dei Trasporti hanno ora riportato al lavoro alla Motorizzazione di Reggio sia la 54enne, sia il 53enne Pietro Veneruso (ovviamente la donna è rientrata ben prima, mentre il collega solo da tre giorni). Invece il 63enne Ivan Savazza è da tre giorni in pensione. L’ultimo funzionario che ritroverà il proprio lavoro, ma solo il 4 agosto, è il 60enne Antonino Barone.
Per quanto concerne i tempi processuali, non si sono ancora conclusi i venti giorni di legge previsti per le difese affinché possano replicare con memorie o chiedere ulteriori indagini oppure far interrogare il proprio assistito. Solo una volta esaurita questa fase, il procuratore Grandinetti potrà procedere con le richieste di rinvio a giudizio. E’ probabile che si arrivi all’udienza preliminare verso la fine dell’anno.
Oltre ai quattro funzionari della Motorizzazione, risultano indagati i titolari di due autoscuole (il 76enne Edoardo Gatti e il 49enne Roberto Bigi), nonché Pietro Tamelli (proprietario di un’autofficina a Cavriago).
Le accuse – in concorso e a vario titolo – sono di falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato e corruzione. Un “sistema” ben rodato (secondo quanto ritengono gli inquirenti) di revisioni e collaudi facili (se non addirittura fantasma) e di patenti “agevolate” da mazzette e benefit.
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