Gazzetta di Reggio

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Ritrovato l'anziano scomparso da cinque giorni

Ritrovato l'anziano scomparso da cinque giorni

Ospite dell’Omozzoli Parisetti, il 65enne aveva lasciato la struttura martedì e non era più tornato. Lo hanno trovato in via Fratelli Rosselli

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REGGIO EMILIA.

AGGIORNAMENTO. E' stato ritrovato Franco Messori. Si aggirava in stato confusionale in via Fratelli Rosselli nei pressi di un bar. E' in buone condizioni di salute. Non ha saputo spiegare dove ha passato gli ultimi cinque giorni.

LA SCOMPARSA.  E' basso di statura e di corporatura minuta. Ha i capelli neri corti con un ciuffetto liscio, senza baffi nè barba. Non porta gli occhiali. Indossava una polo e pantaloni scuri, quando martedì mattina verso le 9 è uscito dal portone di via Toschi dell'Istituto Omozzoli Parisetti senza denaro e senza documenti.

Da allora il 65enne Franco Messori ha fatto perdere le tracce. L'allarme è scattato verso l'una, quando non ha fatto ritorno nella struttura per il pranzo. Le ricerche, iniziate subito, finora non hanno avuto alcun esito. La denuncia della scomparsa è stata fatta la mattina seguente. La preoccupazione dei parenti e degli operatori del Parisetti è grande. Ieri per un attimo è sembrata avverarsi l'ipotesi peggiore.

L'APPELLO. «Ho appreso - riferisce il nipote Fausto Montanari - che era stato trovato a Montecchio il cadavere di un uomo della stessa età di mio zio. Ho creduto che fosse lui, finchè la Questura non mi ha chiarito che si trattava di un'altra persona».

Rimane spasmodica, quindi, l'attesa di notizie sulle condizioni in cui si trova quest'uomo, che non faceva temere una fuga o una scomparsa improvvisa.

Il nipote ieri s'è rivolto agli organi di informazione e alla redazione televisiva di "Chi l'ha visto" per allargare il più possibile il raggio della ricerca. Franco Messori è nato nella zona di Ospizio ed è sempre vissuto in città. Ha lavorato all'Asso e all'Unicarni fino al pensionamento. Ha un figlio.

Appassionato di biliardo, frequentava diversi bar, dove ha vinto con la sua squadra più di un torneo di boccette. Alcuni anni fa il divorzio contribuì a turbarne l'equilibrio nervoso.

"Lo trovai - riferisce Fausto Montanari - disidratato e depresso in un appartamento che aveva affittato in corso Garibaldi. Con il suo consenso, in accordo con la sorella e l'ex-suocero, nel 2010 facemmo in modo che venisse ospitato all'istituto Parisetti, dove è stato assistito e curato dal servizio di salute mentale. Le sue condizioni sono rapidamente migliorate. Ultimamente sembrava stare veramente bene. Era sereno e conduceva una vita regolarissima". Silvia Nizzoli, coordinatrice della struttura, conferma: «Era lucido e molto tranquillo. A volte mi rispondeva sorridendo. Usciva soltanto per acquistare le sigarette. Trascorreva gran parte della giornata a fumare in cortile sotto il portico. E' un tipo piuttosto chiuso, timido, taciturno e solitario. Non gioca a carte e guarda poco la televisione. Ai Parisetti è un ospite pagante, non sovvenzionato dal Comune». (l.s.)