Bottino da 20mila euro al Koko Loko
La polizia continua la caccia ai banditi, sulla criminalità cinese in regione è sempre più allarme
Gli investigatori della Squadra mobile, guidati dal dirigente Domenico De Iesu, stanno stringendo il cerchio sulla banda che, mercoledì notte, ha assalito il bar Koko Loko di via Papa Giovanni.
I banditi evidentemente sapevano che in quel locale di soldi ne avrebbero trovati. Il titolare ha denunciato un ammanco di 20mila euro.
Denaro che i quattro – avevano il volto coperto ed erano armati di pistola – hanno preso dal bar, durante l’irruzione intorno alle due della notte dopo aver legato e imbavagliato il proprietario e la giovane commessa di vent’anni.
Non hanno trovato, invece, la cassaforte che erano convinti ci fosse nell’alloggio sopra il locale, dove vive un’altra dipendente del locale.
A lanciare l’allarme era stato un vicino, che era stato svegliato dalle urla della giovane: l’aveva trovata legata e imbavagliata sul pianerottolo.
La ventenne ha dovuto anche ricorrere alle cure del pronto soccorso. Se l’è cavata con una prognosi di sette giorni.
Ma quanto accaduto al Koko Loko non è un fatto isolato. E’ su reati predatori, realizzati da piccoli gruppi a carico di connazionali, e soprattutto rapine che si concentra l'attenzione degli investigatori per far fronte alla dilagante criminalità cinese.
Secondo quanto riportato anche nel dossier regionale di Libera “Mosaico di mafie e antimafia”, nella nostra provincia (dati Istat del 2011) la comunità numericamente più rilevante è proprio quella cinese: 5.274 presenze, pari al 7,6% degli stranieri residenti nel Reggiano.
E sulla pericolosità della criminalità cinese nel nostro territorio si sofferma anche il dossier 2014 a cura della fondazione Caponetto “Per un'Emilia senza mafia”, dove – si legge – «che stanno aumentando le rapine commesse da gruppi di giovani cinesi a danni di imprenditori connazionali».
Tra gli episodi di criminalità citati che interessano la nostra provincia, nel maggio 2014, il sequetro record di 400mila euro di droghe "ice" o "shabu", metanfetamine in cristalli, con l'arresto di un cinese e due vietnamiti.
