«Crimini a raffica, pronti a chiudere»
Baristi minacciati e passeggeri derubati. I gestori: «Istituzioni assenti: zona fuori controllo»
«Il bar della stazione di Reggio è diventato terra di nessuno. Ogni giorno abbiamo a che fare con furti, aggressioni, minacce e spaccio. Se la situazione non cambia valuteremo anche la chiusura». Sono ventuno i baristi che servono ogni giorno caffè, panini e pasti caldi all’interno della zona ristoro dello scalo ferroviario di Reggio di piazzale Marconi, tenuti sotto scacco dalla micro criminalità dilagante.
L’ACCUSA. «La stazione di Reggio è ormai una zona fuori controllo - dichiara senza tanti fronzoli Angelo Scafuto, direttore operativo della catena di caffetterie a marchio Chef Express, società che proprio lì ha investito 1,2 milioni di euro - A farne le spese è il locale. I nostri dipendenti hanno paura di lavorare dietro al banco perché si sentono poco protetti. Non possiamo farcela da soli, ci serve subito aiuto». «Le banconiere vengono insultate pesantemente con parole irripetibili e frasi a sfondo sessuale da personaggi poco raccomandabili - racconta Paolo Ellena, direttore del bar - Sono stremate, spesso finiscono il turno in lacrime e sono intenzionate a lasciare il lavoro. Così non si può andare avanti. Abbiamo assunto anche dei vigilantes: uno di questi è stato picchiato pochi giorni fa, il 14 giugno, solo perché ha chiesto a una persona di uscire con la sigaretta accesa».
AFFARI AL PALO. Gli episodi vengono di volta in volta denunciati alle forze dell’ordine. Ma gli interventi spot sembrano non servire. E l’effetto sui conti del bar si è fatto sempre più pesante. «Gli incassi sono crollati del 10% a partire dal 2008, quando la situazione si è fatta sempre più difficile - dice Scafuto - C’è un numero crescente di persone, sia italiane che straniere, che stazionano fuori dal nostro locale e che fanno il bello e cattivo tempo, con raid continui tra i nostri clienti. La clientela ordinaria è calata drasticamente. Rispetto al 2008 abbiamo perso 250mila euro di incasso l’anno su un giro d’affari di 1,3 milioni. Se chiudiamo, non so chi possa arrivare dopo di noi».
FAMIGLIE IN FUGA. Nella stazione transitano circa 4 milioni di passeggeri l’anno. «A questi si aggiungono i reggiani che venivano al Mc Donald per mangiare, principalmente famiglie - spiega il dirigente della società - Ma sono ormai anni che questo locale non vede un bambino. Evidentemente le famiglie sono scoraggiate e non vogliono portare i loro figli in un ambiente come questo. Per noi è diventato un grossissimo problema». Il numero di illeciti commessi trova il suo picco in due fasce orarie: «È mal frequentato soprattutto dalle 7 alle 8 del mattino, e nella fascia oraria che va dalle 16 alle 21, orario di chiusura. Poi, nel fine settimana, la situazione è grave durante tutto il giorno. Ci sono esercizi simili che chiudono anche più tardi, verso la mezzanotte, ma per noi è diventato impensabile».
LASCIATI SOLI. L’azienda aveva cominciato un dialogo con l’amministrazione comunale. Il referente era l’assessore Franco Corradini, che si era impegnato ad accogliere diverse richieste. «A gennaio ci aveva promesso l’impiego di due vigili urbani fissi in stazione - spiega Scafuto - Aveva anche fatto smantellare l’edicola qui di fronte, che era chiusa da tempo e faceva da velo agli spacciatori. Poi, il 6 marzo, ci è arrivata una mail dal Comune, che ci comunicava le dimissioni dell’assessore. Da quel momento non c’è stato più alcun contatto da parte dell’amministrazione». In via Turri c’è anche il posto di polizia, senza dimenticare gli agenti della Polfer. «Loro, purtroppo, sono impegnati anche sui treni. Noi abbiamo bisogno di forze dell’ordine sempre presenti».
VIA I BIVACCHI. Tra le proposte avanzate dalla Chef Express, c’è un dissuasore da montare sul muretto esterno al locale. «Si tratta di un’onda in ferro che non permette alle persone di sedersi, già adottata in altre stazioni - spiegano i responsabili del locale - Il problema sono infatti gli sfaccendati che stanno lì fuori tutto il giorno, autori poi dei furti e delle aggressioni all’interno del nostro locale».
IL MODELLO MODENA. La grave situazione reggiana era stata già affrontata quattro anni fa a Modena. «La vicenda era simile, ma è stata risolta grazie all’aiuto delle istituzioni e dei vigili urbani che hanno presidiato costantemente gli ingressi del nostro locale. Lì sono intervenuti di persona sia il sindaco che le forze dell’ordine. Grazie a una serie di incontri e a una programmazione comune, siamo riusciti a far diventare la stazione di Modena una della realtà più tranquille della nostra rete».
