Gazzetta di Reggio

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Da FabLab e Università arriva la cover che ricarica

E’ uno dei progetti innovativi presentati dai ragazzi del corso di design Tra le invenzioni anche uno zerbino che riconosce l’impronta e apre la porta

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Undici prototipi di idee innovative sviluppate nell'ambito del FabLab, dallo "zerbino intelligente" al "caricabatterie d'emergenza per smartphone con dinamo"; sono questi i progetti realizzati dagli studenti del corso di Design Industriale dell'Università di Modena e Reggio, oggetti del futuro realizzabili attraverso le tecniche di fabbricazione più avanzate e le tecnologie che, ormai alla portata di tutti, permettono a creativi, designer e artisti di inventare oggetti e prototipi di ogni genere a prezzi contenuti.

«In questo corso di Laurea – ci spiega il professor Umberto Dragoni, direttore del Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria – gli studenti si abituano a lavorare in gruppo e a tramutare in prodotti concreti le idee o i bisogni captati nella vita quotidiana e sviluppati con metodi di progettazione strutturata».

Presentati nell'Agorà dei Musei Civici ieri pomeriggio dagli stessi studenti ideatori e da Francesco Bombardi, docente di Unimore che li ha seguiti e padrone di casa del FabLab, e analizzati e giudicati da un team di esperti, i prototipi nuovi di zecca hanno creato stupore e meraviglia e, per la curiosità di tutti, dal 27 giugno al 3 agosto saranno esposti allo Spazio Gerra in occasione di una mostra dedicata ai giovani creativi dell'Emilia Romagna. Si diceva dunque all'inizio di MaTech, lo zerbino intelligente progettato da Gabriele Bizzarri, zerbino che attraverso particolari sensori percepisce la presenza del padrone di casa e apre la porta di entrata. È stata la volta poi di Silvia Coletto con una cover per smartphone che attraverso un sistema di dinamo ricarica il dispositivo solo per mezzo dello scorrimento su di un piano; Marco Gualdi e Marco Caselli hanno presentato Fast Coffee, una applicazione per smartphone in grado di minimizzare le code alla macchinetta del caffè in ufficio; Mirco Grassi un supporto da muro regolabile per tavole da snowboard; Cristian Giovanetti un appendiabiti con bilancia; Paolo Ferrari, Thomas Diacci e Luca Carani una mano appendiabiti realizzata con stampante 3D, il fermapiombi di Federico Dallari, il mouse per Pc multitasking di Simone Sacchetti, la torcia regolabile di Nicolò Perciante per caschi da motocicletta, il cable box realizzato a taglio laser da Luca Benelli e Matteo Iotti e infine le migliorie per stampanti 3D di Andrea Zanzanelli.

Per Arturo Tornaboni, direttore di Reggio Emilia innovazione, «ci troviamo di fronte ai frutti concreti della nostra collaborazione con Unimore, iniziata già nel 2012 con la creazione di FabLab, per costruire una rete di valori tecnologici da diffondere il più possibile sul territorio».

Andrea Montanari