La pala meccanica lo ha colpito alla testa
Gino Friggeri è finito nello sgrigliatore che automaticamente pulisce il corso d’acqua della Bonifica
MONTECCHIO. A bloccare il corpo di Gino Friggeri, trascinato dalla corrente del canale d’Enza, è stato lo sgrigliatore automatico per la pulizia del corso d’acqua. E’ un macchinario che è stato installato circa un anno e mezzo fa. Lavora in autonomia, grazie alla programmazione. Ogni trenta minuti il braccio meccanico si abbassa e solleva rami, detriti, erbe che si accumulano sulla griglia e poi le getta dentro un cassone.
E’ qui che è stato trovato il corpo senza vita di Friggeri. Ancora non si può dire se ad ucciderlo siano state le ferite provocate dal movimento della macchina – le aveva su tutta la parte destra del corpo – o piuttosto le conseguenze di un malore. O se invece sia annegato.
Il personale della Bonifica, con il geometra Gaetano Di Mauro, su richiesta dei carabinieri ha immediatamente attivato i sistemi per vuotare il corso d’acqua. Un’operazione fondamentale per individuare la bicicletta dell’uomo.
Il tratto interessato dall’operazione è lungo una decina di chilometri e contiene un’enorme quantità d’acqua, prelevata dall’Enza e immessi sul territorio già dallo scorso 15 maggio per le necessità irrigue dell’agricoltura. Lo svuotamento ha proceduto con una portata di 2 metri cubi d’acqua al secondo. Il tempo stimato era di almeno tre ore per arrivare al completo vuotamento. Ma non è stato necessario prosciugare del tutto il canale. Quando il livello si è abbassato, infatti, la bicicletta bianca di Ginòn è riemersa. In punto lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere: il corpo è stato trascinato per qualcosa come due chilometri.
L’incidente costato la vita al 64enne di Montecchio riporta d’attualità il problema di quel tratto di strada: da tempo i cittadini chiedono l’installazione di barriere o guard rail di sicurezza. (el.pe)
