Gazzetta di Reggio

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La statua della Vergine torna a terra dopo 50 anni

La statua della Vergine torna a terra dopo 50 anni

Cadelbosco Sopra: la Madonna si trovava sul campanile di Villa Argine dal 1964 Nei prossimi mesi sarà spostata nella navata della chiesa per essere restaurata

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CADELBOSCO SOPRA. Dopo cinquant’anni di permanenza sul campanile della chiesa parrocchiale, la cosiddetta “Madonna del villaggio” di Villa Argine si offre alla devozione dei fedeli e alle cure dei restauratori.

Trascorrerà alcuni mesi a terra, in quella navata centrale che, nel 1996, fu distrutta dal terremoto, e poi di nuovo tornerà lassù, a 30 metri d’altezza, con la mano distesa e lo sguardo rivolto a quel villaggio sul quale veglia da mezzo secolo. La statua, realizzata in bronzo, fu collocata sul campanile di Villa Argine nel luglio del 1964, e da allora non è mai scesa. La sua collocazione era avvenuta per volontà di monsignor Giovanni Maccari, parroco di Villa Argine per oltre cinquant’anni, particolarmente devoto alla Vergine.

Alta un metro e 70, 130 chili di peso, la “Madonna del villaggio” in questi cinquant’anni è divenuta simbolo familiare non solo ai parrocchiani di Villa Argine, ma per tutti coloro che, abitando nella bassa reggiana, la vedevano alzando lo sguardo al cielo.

Porre la statua sul campanile non era stata un’impresa da poco: ci erano voluti una gru e due montacarichi, una piccola squadra di operai guidati dal geometra Giovanni Belpoliti e dal muratore Ideo Piccinini (oggi ultraottantenni) per far salire sul campanile la vergine bronzea. Approfittando del momentaneo trasferimento, la statua sarà oggetto di diverse iniziative di culto (in particolare il 5 e il 6 luglio, quando sarà portata in processione lungo via Santa Giustina). Ma se il desiderio di monsignor Maccari fu esaudito, posizionando la Vergine in un punto visibile da tutti gli abitanti della bassa, è stato anche grazie a una famiglia di benefattori locali, che già nel 1952 aveva consentito di realizzare a Villa Argine una delle prime case di carità della nostra provincia.

È infatti ad Anacleto Ligabue (partito da Villa Argine e divenuto uno dei più grandi armatori italiani) e alla moglie Zita che si deve la statua della “Madonna del villaggio”, che in questi cinquant’anni ha visto scendere da 900 a 600 il numero dei parrocchiani di Villa Argine, ma la cui presenza continua a segnare le memorie e le giornate di migliaia di fedeli.

In suo onore monsignor Maccari compose anche un inno che ancora oggi risuona nella chiesa di Villa Argine e che il 6 luglio prossimo, quando la statua sarà portata in processione, si diffonderà tra le strade e le campagne assolate di quella bassa reggiana in cui, credenti e non credenti, hanno continuato nei decenni ad alzare lo sguardo a quel simbolo di protezione e d’affetto.