Nuova briglia sul Secchia entro l’inverno
Castellarano: l’opera idraulica sarà terminata in anticipo. Lunga 140 metri, eviterà l’ulteriore abbassamento del fiume
CASALGRANDE. Le piene del Secchia non dovrebbero fare più paura nel tratto che va da Castellarano fino a Casalgrande. Negli ultimi anni sono stati fatti numerosi interventi di regimazione e di sistemazione delle sponde, sia da parte della Parmigiana Moglia che da parte dello Stato, della Regione e delle Province di Reggio e Modena.
Il Secchia, dopo le piene distruttive degli anni Novanta e dei primi anni Duemila, aveva iniziato infatti a far paura: per evitare che il comprensorio delle ceramiche venisse spezzato in due dalla furia delle acque sono stati realizzati, quindi, diversi interventi per domare l’affluente di destra del Po (che, tra tutti, è quello che ha la maggiore portata di acqua).
Particolarmente impressionante fu la piena del 1994, che distrusse completamente la briglia di protezione del ponte a quattro corsie della circonvallazione che collega Sassuolo a Casalgrande . I lavori di sistemazione cominciarono quell’anno, ma è all’estate scorsa che risale la decisione di ricostruire interamente la briglia, per evitare l’abbassamento ulteriore del letto del fiume che in alcuni punti ha scavato profondi “canyon”.
In un comunicato della Provincia di Modena è stato reso noto che l’obiettivo dell’ente è quello di terminare i lavori della nuova briglia sul Secchia a Sassuolo prima dell’inverno, al fine di evitare eventuali interruzioni a causa delle piene del fiume. I lavori si stanno realizzando in anticipo rispetto ai tempi stabiliti (che prevedrebbero la fine del cantiere nella primavera del 2015) e prevedono la ricostruzione, a valle del ponte della Pedemontana che collega Sassuolo e Casalgrande, della briglia idraulica di Villalunga, la cui porzione centrale è andata distrutta a causa degli eventi di piena del 1994.
«Siamo quasi al 70 per cento dei lavori eseguiti – ha sostenuto Egidio Pagani, assessore alle infrastrutture della Provincia di Modena – per un’opera idraulica che consente di ridurre gli effetti di erosione del fiume in corrispondenza delle fondazioni del viadotto e prevenire i danni. Una parte dei lavori era stata realizzata dalla Provincia negli anni scorsi, allo scopo di consolidare le fondazioni delle pile centrali; ora mettiamo definitivamente in sicurezza il lungo viadotto».
L’opera sarà lunga 140 metri e l’intervento prevede la costruzione di una struttura di sfioro e la realizzazione del bacino di dissipazione a valle lunga circa 40 metri.
Paolo Ruini