Gazzetta di Reggio

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Strada chiusa per la frana «Lavori cari e inefficaci»

Strada chiusa per la frana «Lavori cari e inefficaci»

Vetto: i consiglieri di minoranza accusano la Provincia per i ritardi degli interventi e chiedono un consiglio comunale aperto: «Gravi i danni per l’economia locale»

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VETTO. Si acuiscono le tensioni e le polemiche sulla situazione della provinciale 513, con l’inevitabile attesa per la possibile riapertura della strada colpita da una nuova, ingente frana in località La Cantoniera, che ha costretto alla chiusura dell’arteria della Val d’Enza dallo scorso 2 giugno. I consiglieri di minoranza Renzino Fiori, Andrea Muzzini e Margherita Crovi hanno presentato una interpellanza e una richiesta per la convocazione di un consiglio comunale aperto.

«I danni provocati all’economia locale dall’interruzione della strada – scrivono i consiglieri – in contemporanea con la provinciale parmigiana, stanno assumendo dimensioni davvero preoccupanti, andando a minare ulteriormente un’area già profondamente segnata dalla crisi degli ultimi anni. Gli esercizi commerciali e, in genere, le attività imprenditoriali di Vetto e zone limitrofe stanno pagando un prezzo davvero alto e il perdurare di una situazione del genere potrebbe portare ad effetti catastrofici anche sul breve termine. Intendiamo sollecitare un incontro pubblico nel quale venga chiarita la situazione relativa alla frana: le notizie frammentarie che ci vengono propinate da fonti della Provincia non aiutano a dissolvere quell’alone di mistero che circonda lo smottamento sulla provinciale. Crediamo sia legittimo per la popolazione del territorio avere informazioni dettagliate».

«Vorremmo che l’amministrazione – conclude la minoranza – chiarisse il ruolo che il Comune ha avuto finora sulla vicenda e la posizione che sta tenendo nei confronti della Provincia, finora intervenuta in modo quantomeno inefficace e molto dispendioso. Piuttosto che avanzare proposte, stante la tecnicità e la delicatezza dell’argomento, pensiamo sia più importante in questa fase avere una fotografia ben precisa dell’attuale situazione».

Sul tema della frana, ed in particolare rispondendo all’intervento di qualche giorno fa del presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli sulla necessità di recuperare la cura del territorio in Appennino, interviene anche il presidente dell’Udc provinciale, Robertino Ugolotti: «Giovanelli invoca una più diffusa e capillare coltivazione dei versanti, e potremmo essere anche d’accordo, pur se questo aspetto non pare riguardare molto la frana di Cantoniera di Vetto, dove il problema sembra essere la tipologia degli strati rocciosi, ma dobbiamo però fare i conti con la nostra realtà, cioè il continuo abbandono dell’attività agricola, causa ragioni anagrafiche, o sociali, ovvero per l’insufficiente redditività, problema che dura da anni e che non possiamo scoprire solo oggi e volerlo risolvere in un lampo. Se si vuole incentivare il riutilizzo degli incolti, la cui estensione aumenta di anno in anno, occorrono normative semplici e snelle, che non siano punitive per i proprietari, e che tengano conto della parcellizzazione della proprietà e del fatto che molti non sono agricoltori e si trovano nelle condizioni di dovere affidare i lavori a terzi». (l.t.)