Appello a Delrio del comitato esodati «Si usino i fondi Ue»
«Si può risolvere la situazione degli esodati attraverso il ricorso ai fondi sociali europei. Ma Delrio deve sbrigarsi». È la proposta lanciata ieri da Matteo Iotti e Angelo Alessandri, esponenti di...
«Si può risolvere la situazione degli esodati attraverso il ricorso ai fondi sociali europei. Ma Delrio deve sbrigarsi». È la proposta lanciata ieri da Matteo Iotti e Angelo Alessandri, esponenti di Io Cambio, alla presenza di Pietro Braglia, Elide Alboni e Pino Scialla, in rappresentanza degli esodati. Una soluzione ventilata dall’aprile scorso, quando proprio una delegazione del comitato degli esodati reggiani si è recata all’Europarlamento per un incontro con Fabrizio Morganti, parlamentare europeo uscente di Io Cambio. Dall’incontro è nata una interrogazione, nella quale l’europarlamentare chiedeva alla commissione Ue la possibilità di accedere ai Fondi sociali per risolvere il problema italiano di chi è rimasto senza reddito e senza ammortizzatori sociali. Possibilità praticabile, a patto che le domande vengano presentate dai governi entro il 21 luglio. E ora, fanno sapere Iotti e Alessandri, è arrivato il momento di accelerare i tempi: «Delrio se ci sei batti un colpo – spiega Iotti – Ad aprile abbiamo portato la delegazione di esodati all’Europarlamento, ma il sottosegretario Delrio, che abbiamo subito provato a contattare, ha la pratica ancora sul tavolo: non si è mosso niente». Secondo l’esponente di Io Cambio, «attraverso questa soluzione si risolverebbe un problema drammatico senza aumenti di tasse, nè il ricorso di “denaro” italiano, ma chiedendo per una volta all’Europa di aiutarci». Un appello condiviso anche da Pietro Braglia, esponente del comitato degli esodati reggiani: «La politica può e deve aiutarci – afferma – faccio un appello agli onorevoli e ai consiglieri regionali, che possono darci una mano per accedere a quei fondi europei che possono essere usati per sostenere persone senza reddito e senza ammortizzatori sociali come noi esodati, vecchi e nuovi, visto che ce ne saranno altri anche in futuro». (e.spa.)
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