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Fra gli assessori di Vecchi va di moda il part-time

Evaristo Sparvieri
Fra gli assessori di Vecchi va di moda il part-time

Vecchi e Sassi lasciano il lavoro, Montanari ci pensa. Ma tutti assicurano: «Daremo il massimo per amministrare la città»

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REGGIO EMILIA

Assessori part-time? Giurano di no. Ma la scelta di Luca Vecchi di formare una giunta composta da under 40 con competenze tecnico-professionali, pescando i nomi fuori dal novero dei politici di professione, pone il Comune di fronte ad una situazione per larga parte inedita. Formalmente ed economicamente. Cosa faranno i nuovi assessori rispetto alle professioni che hanno svolto finora? Una decisione che ogni singolo assessore dovrà prendere in tempi rapidi. Non solo per una questione di compensi e indennità. Ma anche – e soprattutto – per quel che concerne il loro impegno nell’amministrare la città, che tutti giurano sarà comunque prioritario. Nonostante la maggioranza degli assessori continuerà a svolgere anche la propria attività lavorativa.

STIPENDI: ECCO LE CIFRE. Il primo ad affrontare l’argomento, durante la presentazione di sabato, è stato proprio Luca Vecchi. Commercialista, per fare il sindaco ha lasciato il suo studio, affermando che con questo passaggio, dal punto di vista economico, aveva solo da perdere. Quanto percepirà da sindaco? Una cifra pari a 5.362,07 euro lordi: somma che lo stesso Vecchi ha ammesso di non conoscere e che gli è stata comunicata su due piedi solo nel momento della presentazione della squadra, in cui era assente la neo assessore alla Scuola, Raffaella Curioni, fuori città proprio per motivi lavorativi. Ogni assessore per legge percepirà 3.378,09 euro lordi se dipendente in aspettativa, scendendo a 1.689,04 euro lordi senza aspettativa. Una posizione, quella del lavoratore dipendente, che però non sembra adatta a descrivere i profili dei nuovi assessori, quasi tutti liberi professionisti, con la possibilità quindi di mantenere il proprio lavoro e, nel contempo, di usufruire anche dell’indennità piena. Soluzione che Alex Pratissoli, assessore all’Edilizia, ha già fatto sapere di voler provare a percorrere, spiegando che cercherà di continuare la sua attività privata in progetti energetici rigorosamente fuori provincia.

L’ECCEZIONE SASSI. Da vicesindaco, Matteo Sassi percepirà 4.021,56 euro lordi, più di ogni altro assessore. E, con la riconferma al Welfare, sarà anche l’unico che si metterà in aspettativa: «Sarò di nuovo in aspettativa non retribuita dalla mia azienda, che è un’impresa cooperativa che opera nel sociale – precisa – Confermo quanto fatto negli ultimi cinque anni. La mia è una scelta dettata anche dalle numerose deleghe che ho assunto».

TUTINO CO.CO.PRO. Mille euro netti al mese. È quanto percepisce l’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino, per un’attività di collaborazione a progetto nel campo delle materie plastiche con un’azienda bolognese, iniziata circa tre mesi fa e della durata di un anno. Una condizione che gli consente di mantenere anche l’indennità piena. «Continuerò questa attività, che comunque non va a toccare il mio impegno a tempo pieno per il Comune – spiega – La farò nel fine settimana, di sera. Lo spirito della legge, d’altronde, era pensata per chi timbra un cartellino. È una collaborazione che avevo preso a tre mesi dalla fine del mio mandato in Provincia».

L’AVVOCATO MARAMOTTI. «Per me parla l’assiduità con la quale sono stata presente in Comune dalle 8 della mattina, una volta portata a scuola mia figlia, per almeno otto ore al giorno, ripartite in modo differente a seconda degli impegni». È il pensiero di Natalia Maramotti, che continuerà a esercitare la professione di avvocato. Anche per lei, doppio impegno e indennità piena. «Posto così però il discorso è viziato – aggiunge – mentre i lavoratori dipendenti possono sospendere la propria prestazione conservando giustamente il posto, gli autonomi, in particolare gli avvocati, se non esercitano vengono cancellati dall’albo: solo chi ha l’intenzione di fare il politico di professione può permettersi ciò».

MONTANARI DEVE DECIDERE. Ha due contratti a tempo determinato in scadenza. Per questo motivo Valeria Montanari, assessore all’Agenda digitale, non ha ancora deciso cosa fare della sua professione: «Sto valutando - dice - certo è impensabile al giorno d’oggi che una persona resti fuori dal mondo lavorativo per 5 anni. È un’era geologica».

PARTECIPATE INCOMPATIBILI. Francesco Notari, assessore al Bilancio, è partner e ad di una società di revisione iscritta allo speciale albo della Consob. «Il mio apporto verrà ridimensionato – precisa – ho il vantaggio di avere un socio e circa 40 persone che continueranno tutte le attività. Anche per questi motivi mi sono preso tempo prima di accettare l’incarico, valutando eventuali incompatibilità e inopportunità: la mia priorità è verso il Comune. Sarebbe inimmaginabile svolgere questo incarico nei ritagli di tempo, ma non mi sono mai posto il problema dei compensi». Più che il suo lavoro, tuttavia, per Notari il nodo restano le partecipate, dal momento che riveste il ruolo di amministratore unico di Campus e di presidente dell’Aeroporto. Situazione che lo pone di fronte ad una condizione di incompatibilità con l’incarico in giunta, da risolvere nell’arco di un paio di settimane, secondo i termini di legge. Su Campus, benchè dimissionario, il nodo si risolverà solo quando verrà trovato il suo sostituto. Per l’Aeroporto, il 1 luglio era già in programma l’assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio e la nomina di un nuovo presidente. Situazione simile anche per Serena Foracchia, assessore alla Città internazionale, in relazione al suo rapporto con Reggio Children.

CURIONI "ASSENTE", ERA CON LA COOP. Era a Trieste. All’assemblea di Coop Nordest, avvisata della presentazione quando era già in viaggio. Svelato il “mistero” dell’assenza di Raffaella Curioni in Sala Rossa, in occasione della presentazione della giunta. «Non potevo mancare, sono nel consiglio di amministrazione», spiega la neo assessore, che al pari dei suoi colleghi dovrà ora rivedere i suoi impegni di lavoro. «Dovrò fare una riorganizzazione della mia vita professionale - ammette - L’impegno verso il Comune è serio, l’ho preso con tutta la voglia di andare fino in fondo. E ci tengo a precisare che con la mia presidenza di Qua.Dir non c’è alcun conflitto di interessi, dal momento che non ho accesso ai finanziamenti pubblici». Quanto alle accuse di portare in giunta il mondo delle coop, «io lavoro per il sistema cooperativo, ma non ho un ruolo di dirigente, non ho potere di influenzare. Organizzo corsi di formazione per manager, tutto qui, soprattutto a livello interregionale, anche se Qua.Dir ha sede a Reggio. Sono stata contattata non perché sono nella cooperazione, ma perché in me è stato visto un buon lavoro nella formazione manageriale, anche in relazione all’Università. Credo nel mio ruolo di formatrice, che metterò a disposizione del Comune e quindi della Scuola». Sui suoi rapporti con il mondo delle coop, anche Tutino precisa che dopo un’esperienza nel 2009-2010 non è più socio di nessuna cooperativa. Quanto a Sassi, socio lavoratore in aspettativa, «non ricoprivo ruoli dirigenziali, ma credo in generale sia un vanto della cooperazione reggiana quello di produrre ancora oggi tra le sue fila una buona classe dirigente».  

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