Gazzetta di Reggio

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Nocini da leggenda, ma fatti in casa

Fabbrico: premi ai migliori liquori. La giuria incorona Susanna Saccani di Bagnolo

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FABBRICO. Sabato a Fabbrico è stato ancora una volta protagonista il nocino fatto in casa come una volta – quello che un tempo le donne di casa servivano, con orgoglio e parsimonia, all'ospite d'onore e nelle occasioni importanti.

Sabato è avvenuta la selezione finale e la premiazione della quattordicesima edizione del Palio del Nocino tradizionale promosso dalla Compagnia del Nocino di Fabbrico e dall'Ais (Associazione italiana sommeliers) di Reggio Emilia, con il patrocinio del Comune di Fabbrico, inserito nel calendario della rassegna provinciale “Gli Ori della terra reggiana”.

All’edizione 2014 della manifestazione hanno partecipato 163 amatori del nocino provenienti da tutta la nostra provincia e dalle provincie limitrofe, a conferma che l'antica tradizione del nocino domestico è ancora ben viva, particolarmente nelle provincie di Reggio Emilia, Modena e Mantova. Ognuno dei campioni concorrenti è stato in precedenza esaminato da una commissione composta da cinque giudici esperti, che hanno selezionato i dieci finalisti, cinque reggiani e cinque modenesi.

Al Parco Cascina una giuria dell'Associazione italiana sommeliers, in presenza di un pubblico numeroso, ha di nuovo valutato i dieci campioni finalisti per la compilazione di una graduatoria di merito secondo gli elementi di valutazione ufficiali: visivi (intensità del colore, limpidezza), olfattivi (intensità, persistenza), gustativi (corpo e pastosità, armonia).

Infine la giuria ha proclamato miglior nocino 2014 quello quello della bagnolese Susanna Saccani; secondo Giorgio Preti di Castelfranco Emilia. A seguire, nell'ordine: Luigi Ferretti (Bagnolo in Piano), Federico Schianchi (Castelvetro), Angela Fantini (Reggio Emilia), Luigi e Allessandro Bellei (Castelfranco Rangone), Gabriella Bettola (Castelvetro), Marino Ghidoni (Sant'Itilario d'Enza), Egidio Freddi (Cavriago).

Il premio per il miglior nocino fabbricese è andato a Paolo Daolio. Ha consegnato il premio alla figlia della prima classificata e al concorrente fabbricese il nuovo sindaco di Fabbrico Maurizio Terzi. Alle altre premiazioni hanno provveduto il presidente della Compagnia del Nocino Odino Catellani con Laura Zini e Romeo Catellani dell'Ais.

La partecipazione di tanti concorrenti giovani al palio è la migliore riprova che il fascino di questo antico liquore di noci, da sempre circondato da un alone di leggenda, legato a storie di streghe e incantesimi, ricavato dalle noci acerbe ancora nel mallo raccolte, almeno secondo la tradizione, da donne scalze nella notte di San Giovanni e lasciate esposte alle rugiada della notte magica, è ancora largamente diffuso. Una tradizione un tempo tramandata, nelle famiglie contadine, di generazione in generazione, ciascuna con la propria ricetta, gelosamente mantenuta segreta. Il Palio di Fabbrico e le altre competizioni del genere nascono dalla convinzione che fare il nocino in casa sia un'arte; i prodotti industriali, anche se pregevoli, sono un'altra cosa.

Vittorio Ariosi