«Affitti, è emergenza»
L’allarme di Sunìa: «Sempre di più chi non riesce a pagare»
REGGIO. Quella degli sfratti è ormai una piaga sociale, ingigantita dalla crisi. Per le migliaia di immigrati giunti in città e in provincia dagli anni Ottanta quello della casa è sempre stato il problema principale. La situazione è precipitata sei o sette anni fa con l'inizio della recessione.
Chi ha perso il lavoro s'è trovato, non per sua colpa, nell'impossibilità di continuare a pagare il canone pattuito. Chi lo ha conservato s'è trovato spesso privo del contributo dei coinquilini. Le conseguenze si vedono. Rispetto ai primi anni del nuovo secolo gli escomi sono raddoppiati. Il tribunale di Reggio ha emesso 749 ordinanze di sfratto nel 2010, 711 nel 2011 e 727 nel 2012.
Nei soli primi sei mesi dell'anno successivo se ne sono contate 408, di cui 208 in città e 200 nel resto della provincia. Soltanto tre erano state richieste dal proprietario dell'appartamento per finita locazione e nessuna per necessità del locatore. Tutte le altre erano motivate con la morosità, cioè con arretrati di parecchie mensilità non pagate.
La sentenza del giudice, però, viene eseguita dopo un lasso di tempo che mediamente s'aggira sui dodici mesi. Nei primi sei mesi del 2013, quindi, sono stati eseguiti 335 sfratti ordinati precedentemente. Nello stesso tempo è stata richiesta l'esecuzione di ben 1.478 sentenze d'escomio già pronunciate. «E' una situazione drammatica - commenta Carlo Veneroni, segretario provinciale del Sunia - di fronte alla quale non possiamo fare altro, con i nostri avvocati, che cercare di portare il più avanti possibile l'esecuzione dello sfratto. E' un dramma che colpisce anche i proprietari, che spesso sono tutt'altro che ricchi, ma, anzi, contano sull'affitto per pagare il mutuo della casa in cui abitano. Gli sfrattati sono stranieri nel 70-80% dei casi. A loro spesso non rimane che il ritorno in patria. I reggiani, invece, trovano spesso altre sistemazioni presso i parenti. Gli affitti continuano ad essere troppo alti. Non bastano i fondi stanziati per gli inquilini morosi non colpevoli. Il Sunia chiede il rilancio dell'edilizia sociale».
Luciano Salsi
