Agricoltura ancora in crisi Valore aggiunto sceso del 2%
REGGIO. Anche l’agricoltura reggiana risente della congiuntura negativa. L’annata agraria 2013 si è chiusa infatti con un calo del 2% del valore aggiunto e nemmeno l’inizio del 2014 offre prospettive...
REGGIO. Anche l’agricoltura reggiana risente della congiuntura negativa. L’annata agraria 2013 si è chiusa infatti con un calo del 2% del valore aggiunto e nemmeno l’inizio del 2014 offre prospettive migliori. Confrontando i risultati dello scorso anno con quelli del 2003, si scopre addirittura che il valore del prodotto espresso a prezzi correnti (359 milioni di euro) si è ridotto, in dieci anni, di cinque milioni di euro. In calo sia le produzioni che le quotazioni. Agricoltura, silvicoltura e pesca si sono fermate ad un valore di 354,70 milioni di euro; solo dodici mesi prima avevano raggiunto i 361,94 milioni. La flessione delle produzioni vegetali è stata del 4,1% e i prezzi di vendita sono scesi a 187 milioni (195 nel 2012). Meno male che è andata in controtendenza la produzione del vino con un incremento delle quantità prodotte e del prezzo con una forte inclinazione commerciale rivolta all'estero. In discesa addirittura del 6,1% le colture erbacee che hanno reso soltanto 128 milioni di euro rispetto ai 136 dell’anno prima. Le produzioni animali, infine, sono passate dai 438 milioni del 2012 ai 429 milioni del 2013 con una limatura produttiva del 2% per l’effetto combinato dei prezzi del formaggio e delle carni. Sono le indicazioni espresse dall’Ufficio studi della Camera di commercio che ha svolto una indagine estesa a diversi fattori. Ha considerato i consumi intermedi rappresentati dai prodotti funzionali alle produzioni che sono scemati dell’1% (da 375 a 369 milioni) grazie al fatto che gli agricoltori hanno contenuto del 2,9% il loro impiego in termini quantitativi. Anche il ricorso a mezzi tecnici, i cui prezzi sono lievitati, è stato limitato così come l’uso di mangimi, concimi e antiparassitari. Purtroppo nemmeno l’anno in corso offre prospettive incoraggianti. Sono in flessione infatti le quotazioni del Parmigiano Reggiano, anche se la produzione si mantiene su livelli stabili, mentre il vino è previsto in aumento. Produzione di carne infine in flessione con preoccupazione per chi alleva suini destinati al marchio Dop. Per finire con la riduzione delle rese di frumento a quotazioni stabili.(l.v.)
