Gazzetta di Reggio

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Il parco sorvegliato dai disoccupati

Reggiolo, accordo tra Comune e Pro loco per garantire la sicurezza nell’area

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REGGIOLO. Disoccupati al lavoro per il controllo e la sorveglianza contro episodi vandalici e di bullismo nel parco “Chico Mendes” di Reggiolo e un piano d’intenti per riportare il Centro socio-riabilitativo diurno per disabili “Sartoretti”, trasferito a Fabbrico subito dopo il sisma.

Sono i temi di due importanti delibere approvate dal Comune di Reggiolo. All’interno del parco del paese, che in estate ospita il campo giochi, l’amministrazione comunale guidata dal nuovo sindaco Roberto Angeli, ha pensato di creare un chiosco bar che sarà gestito dall’associazione Pro loco e che impegnerà alcuni disoccupati residenti a Reggiolo in un’importante attività di volontariato. L’intento è triplice: aumentare la sicurezza, favorire l’inserimento nel tessuto sociale di chi è rimasto senza lavoro e garantire un servizio aggiuntivo alla cittadinanza.

Fino al prossimo ottobre i disoccupati coinvolti nel progetto “Parco vivo” avranno un rimborso spese e non sostituiranno lavoratori dipendenti.

La seconda delibera approvata riguarda il protocollo d’intenti tra Comune di Reggiolo e Coopselios di Reggio per la realizzazione del progetto di laboratorio “Insieme per l’Arte” del centro diurno per disabili “Sartoretti” che, dopo il sisma, è stato trasferito a Fabbrico. L’evento calamitoso ha reso infatti inagibili molti servizi che erano ospitati a palazzo Sartoretti e tra questi anche il Centro socio riabilitativo diurno per disabili. In attesa della ristrutturazione dell’edificio “32”, futura sede del centro per disabili, l’amministrazione comunale vuole mantenere vivo il legame tra i ragazzi del centro e la cittadinanza di Reggiolo attraverso la realizzazione di laboratori. Il progetto preliminare del “32” è stato approvato e finanziato dalla Regione ed entro l’estate sarà approvato il progetto definitivo. L’intervento deve ancora partire, ma fin d’ora – si legge nel protocollo – è necessario «consolidare il senso di appartenenza alla comunità reggiolese negli operatori del Centro, nei disabili e nei loro familiari; sviluppare la sensibilità del territorio all’integrazione; mantenere una rete di relazioni sul territorio di Reggiolo; mantenere i punti di riferimento dei ragazzi a Reggiolo». (m.p.)