Gazzetta di Reggio

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La moglie non lo rivuole a casa

La moglie non lo rivuole a casa

L’avvocato Cataliotti: «Non ha dato disponibilità per gli arresti domiciliari»

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«A malincuore lo devo dire: al momento Marco Gibertini non ha la disponibilità di un alloggio nè di una persona che si faccia carico dell’assunzione di responsabilità di prenderlo in casa agli arresti domiciliari, garantendo come prevede la legge cibo ma anche medicinali se ve ne fosse bisogno».

Il riferimento dell’avvocato difensore Liborio Cataliotti è alla moglie di Gibertini, perché sinora ha sondato solo quel versante familiare (il volto tv ha anche la mamma anziana e due sorelle).

Nelle parole del legale c’è una doppia amarezza. In primis sul piano giudiziario il vedere del tutto “spuntata” l’arma della richiesta di arresti domiciliari in sostituzione del carcere, perché su questo si basa la strategia difensiva di un interrogatorio rivolto alla collaborazione con gli inquirenti ed al pentimento, per poi fare richiesta di una misura più “soft” rispetto al carcere al gip o al Riesame di Bologna (l’udienza è già fissata per giovedì). Ma in seconda battuta colpisce la contenuta anche se evidente sofferenza sul piano umano del difensore per quello che per lui non è un cliente qualsiasi, bensì un amico di vecchia data ora finito in una storia d’illeciti così pesante. Alla presenza dei giornalisti l’avvocato Cataliotti apprende che dopo il parere favorevole della procura è arrivato anche il via libera del gip Angela Baraldi per i colloqui in carcere richiesti dalla moglie. «E’ una situazione d’impasse, da gestire in famiglia – prosegue il difensore – e che non mi permetto di commentare. Ora la moglie potrà incontrare Gibertini in carcere: speriamo trovino una soluzione ».

La coppia – che ha due figli minorenni – ha vissuto momenti difficili, culminati nella separazione, poi era tornato il sereno fra loro e stavano ricucendo il rapporto. Infatti l’arresto del 48enne, il 12 giugno all’alba, è avvenuto nella casa coniugale, a Rubiera.

Ma ora questo polverone giudiziario è duro da digerire, anche perché nell’ordinanza il gip Baraldi fa riferimento ad un’intercettazione dell’11 ottobre 2012 che ritiene eloquente per descrivere il pericolo di reiterazione criminosa dell’indagato. “Gibertini afferma testualmente – scrive il giudice – che “non bisogna avere paura di rubare perché i soldi in Italia si fanno soltanto in maniera disonesta” e continuando porta l’esempio della moglie dicendo che se si è onesti come lei che guadagna 1.000 euro al mese si rimane sempre allo stesso modo”.©RIPRODUZIONE RISERVATA