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TRAGEDIA DI RUBIERA Martedì il funerale del piccolo Salvatore mentre la mamma lotta ancora per la vita. Ritirata la patente di guida all'investitrice

TRAGEDIA DI RUBIERA Martedì il funerale del piccolo Salvatore mentre la mamma lotta ancora per la vita. Ritirata la patente di guida all'investitrice

Il bambino di 5 anni è stato centrato mercoledì sera alle 22 in via Togliatti mentre andava a prendere l'acqua alla fontana. Rinviata la festa del paese, il Comune proclama il lutto cittadino. Ritirata la patente all'investitrice

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RUBIERA (Reggio Emilia)

IL FUNERALE. Si svolgeranno martedì mattina i funerali del piccolo Salvatore Amato. Il feretro partirà alle 10 dalla sala del commiato del cimitero di Rubiera per arrivare in Largo Cairoli, dove si formerà il corteo funebre, per proseguire  alla volta della chiesa parrocchiale.

Dalle ore 16 di oggi, sabato 28 giugno, la salma sarà esposta nella sala del commiato del cimitero di Rubiera per quanti vorranno porgere l’ultimo saluti al piccolo Salvatore e confortare la famiglia.
Per la giornata di martedì 1° luglio 2014 l’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino e invita la cittadinanza e gli esercenti del centro,  in concomitanza con lo svolgersi della cerimonia funebre, ad assumere un atteggiamento consono alla situazione.

Il gruppo di Facebook “Sei di Rubiera se..” ha inoltre deciso di rinviare la festa, prevista per questa sera, a settembre, in occasione della tradizionale fiera. “E’ un momento – si legge nella motivazione – in cui il silenzio è quanto mai prezioso”.
 

L'INVESTITRICE. E’ indagata per omicidio colposo e lesioni gravissime, la 26enne che mercoledì sera ha investito e ucciso il piccolo Salvatore Amato e ferito la madre e la sorella.
E come primo atto, le è stata ritirata la patente di guida.

La tragedia della famiglia Amato coincide con il suo dramma personale. Quello di una ragazza come tante: di origine albanese ma cittadina italiana a tutti gli effetti; una studentessa prossima a conseguire la laurea in Economia; impiegata per arrotondare in una birreria della zona. E sulle cui spalle ora grava il peso terribile di un incidente che ha mutilato una famiglia.

E’ sotto shock. Per due volte è stata costretta a chiedere aiuto ai medici: prima al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio, la sera stessa dell’incidente; poi, al Magati di Scandiano. Chi l’ha vista, racconta che fa ancora fatica a spiegare, a raccontare. Ancora non riesce a decifrare lei stessa quello che è successo mentre alla guida della sua Ford Fiesta stava percorrendo via Togliatti. Non ci sono segni di frenata sull’asfalto. Ci sono solo quelli tracciati, diversi minuti dopo, dai carabinieri di Rubiera durante i rilievi della posizione dell’auto. A molto distanza dal punto dell’impatto. Per chiarire quello che è successo, per capire come non sia riuscita a vedere la famiglia che attraversava la strada presto verrà sentita dai carabinieri, alla presenza del suo avvocato Romina Ferrari.
Le sue parole verranno messe al confronto con quegli unici due testimoni alla tragedia. E con quelle di Chiara Amato, l’altra figlia di Sandra Bonacini, che solo ieri ha saputo della morte del fratellino. E che ancora non ha potuto essere sentita dagli inquirenti.

Il magistrato chiederà una perizia tecnica per ricostruire la dinamica. Ma ancora si attende il risultato degli esami del sangue sulla 26enne. Quelli che dovranno chiarire quali erano le condizioni psicofisiche al momento dell’incidente: se aveva bevuto, se aveva assunto qualche sostanza.
Ma chi la conosce è certo che non ci sia niente di tutto questo. E che, solo per una terribile e fatale distrazione non si sia resa conto che Salvatore, mamma Sandra e Chiara stavano attraversando proprio quando lei stava arrivando. Su quella strada percorsa chissà quante volte, sempre alla stessa ora. Da lei, come dalla famiglia Amato.

LA MAMMA LOTTA PER LA VITA. Lotta tra la vita e la morte Sandra Bonacini, 42 anni, in un letto del reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. La mamma di Rubiera, rimasta gravemente ferita nell’incidente di mercoledì sera in via Togliatti non sa, ancora non può sapere che il suo piccolo Salvatore, 5 anni appena (nella foto a fianco in braccio alla sorella), non c’è più. Ucciso dall’auto che ha travolto lei e i suoi figli mentre attraversavano la strada. Il quadro clinico della donna è molto grave. I medici non si sbilanciano. Bisogna attendere. L’unica buona notizia nel tragico bilancio dell’incidente riguarda Chiara, la figlia più grande di Sandra, anche lei travolta dalla Ford Fiesta guidata da una 26enne di Scandiano, denunciata per omicidio colposo e lesioni. La ragazza, 21 anni, se l’è cavata solo con qualche contusione. Ma le è toccata la sorte più terribile: quella di vedere morire davanti ai suoi occhi il fratellino e, ora, di temere per la vita della madre.

IL RACCONTO DAL LUOGO DELL'INCIDENTE (leggi l'articolo)

LA TRAGEDIA. Il piccolo Salvatore è morto mercoledì sera in seguito a un incidente accaduto alle 22 in via Togliatti, a poca distanza dalla Multisala Emiro. Il bambino stava attraversando la strada insieme alla mamma e alla sorella maggiore. I tre stavano andando a fare rifornimento di acqua alla fontana pubblica, quando sono stati centrati da un'auto. Il bimbo è spirato poco dopo.

VIA TOGLIATTI COME MARANELLO. Una fila di lampioni dalla parte ovest, due attraversamenti pedonali distanti pochi metri l’uno dall’altro e due larghe corsie che portano alla rotonda a fianco del cinema Emiro, sulla via Emilia. Questa l’ultima fotografia rimasta impressa negli occhi del piccolo Salvatore in quella maledetta sera di mercoledì; la stessa che rimarrà per sempre impressa nella mente della giovane alla guida della Ford Fiesta che ha travolto è ucciso il bambino, investendo anche la madre e la sorella. Una strada, via Togliatti, che già da tempo è al centro delle attenzioni della cronaca e delle lamentele di alcuni cittadini, specie da quando due anni fa, a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia che ha colpito la famiglia Amato, un altro giovane aveva perso la vita in un incidente, il 14enne Marcos Savastano. «Quella strada è troppo buia e sono tanti gli automobilisti che sfrecciano lungo la via senza rispettare i limiti di velocità». «A volte basta una distrazione perché le tragedie accadano, ma si possono migliorare l’illuminazione e la segnaletica, specie quella delle strisce, che ora è a ridosso dell’attraversamento». «Via Togliatti e via Resistenza sembrano la pista della Ferrari». (Leggi l'articolo)
 

LE IMMAGINI DEI SOCCORSI IN VIA TOGLIATTI