«Bettola, una strage da non dimenticare»
Vezzano, il viceprefetto Nicolini alla commemorazione dell’eccidio: «Dobbiamo portare avanti questa memoria storica»
VEZZANO. Commemorato lunedì sera, davanti al monumento, il 70esimo anniversario dell’eccidio di Bettola.
Era la notte di san Giovanni del 1944 quando a Bettola, al confine tra Vezzano e Casina, fu compiuta una delle più efferate rappresaglie nazifasciste: 32 civili, tra cui anche donne e bambini, furono seviziati, uccisi e bruciati.
Tante le autorità presenti lunedì, che hanno preso posto nel nuovo “recinto sacro” che delimita lo spazio in cui era avvenuto il martirio. Il recinto, arredato con sedute di forma cubica che richiamano le are sacrificali, offre la possibilità di meditare a pochi passi dai cipressi carichi di memoria e simbolo di dolore, esattamente come i viali della tradizione che conducono nei campi santi.
La serata è stata introdotta e presentata dal vicesindaco Ilenia Rocchi che ha ricordato che lo scopo dell’amministrazione è di fare memoria e creare luoghi che incoraggino i cittadini a imparare la storia. La pubblicazione del nuovo libro sulla strage ne è ulteriore testimonianza. L’architetto Dallasta ha poi spiegato che l’intervento sul monumento ha voluto creare un recinto ideale che distingua lo spazio del “fanun”, il luogo del martirio, dall’area profana. Un richiamo evidente per le future generazioni del sacrificio che qui si è compiuto e che si rinnova in ogni memoriale. Storchi di Istoreco, autore con Matthias Durchfeld del nuovo libro sulla strage, nel suo intervento ha sottolineato che trovarsi a Bettola dopo 70 anni serve per far capire come sono successe le cose e ribadire anche che, la responsabilità della strage, è di chi l’ha compiuta. «Dobbiamo impegnarci a portare avanti questa memoria storica affinché le crudeltà delle guerre non si ripetano – ha affermato la vice prefetto Nicolini – e non dobbiamo dimenticare che le azioni e le idee dei partigiani sono sfociate nella Repubblica e nella stesura della costituzione. Noi – ha continuato – dobbiamo impegnarci a raccontare quanto è accaduto affinché stragi come queste non accadano più». Nella sua conclusione il sindaco Mauro Bigi ha ringraziato tutte le autorità presenti e la tanta gente accorsa per la commemorazione e ha aggiunto: «Quest’anno la nostra volontà è stata quella di fare memoria sia attraverso il nuovo libro, sia valorizzando il monumento». I vari interventi sono stati accompagnati dalla musica di Cisco, Cottica e Rubbiani. Presente alla commemorazione la superstite Liliana Del Monte e i rappresentanti dell’associazione dei familiari delle vittime degli eccidi.
Domenico Amidati
