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«Chiedere aiuto è ancora tabù»

«Chiedere aiuto è ancora tabù»

I Servizi sociali non conoscevano Boldrini: «Avremmo provato ad aiutarlo»

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REGGIO EMILIA

Erio Boldrini non si era rivolto ai Servizi sociali per chiedere aiuto. La conferma arriva da Chiara Bonazzi, la coordinatrice degli stessi servizi del Polo Sud, la zona in cui il 63enne viveva.«Insieme avremmo potuto cercare di comprendere quali azioni da mettere in campo, almeno per trovare una soluzione a quella situazione di difficoltà – dichiara – Ma quando si parla di problemi di denaro e di budget familiare c’è ancora un forte tabù: le persone lo vivono come un fallimento, provano vergogna. Tanti non hanno la forza di chiedere aiuto».

Per questo, il vice sindaco Matteo Sassi ha proposto al presidente del tribunale un tavolo per analizzare i casi di sfratto e tentare di intercettare anche queste situazioni. Per questo, uno dei fronti su cui è più impegnato il Servizio sociale è quello dell’informazione. Quello che è certo, però, è che i problemi ci sono e sono tanti anche a Reggio. «Le famiglie stanno subendo le conseguenze di cambiamenti di portata non solo locale, ma globale – evidenzia – che pongono in situazione di impotenza sia le famiglie che, talvolta, gli stessi Servizi. C’è una maggiore fragilità del tessuto sociale, spesso manca una rete familiare e amicale di riferimento. Chi si rivolge a noi sono spesso persone sole: mamme sole, padri soli che non ce la fanno a pagare alloggio e mantenimento dei figli e anche persone che hanno perso il lavoro e che, per l’età, non riescono a ritrovarlo».

Qui, provano intervenire i Servizi. «Non solo con aiuti di natura economica, e va detto che le risorse sono sempre meno, ma con vere e proprie azioni di accompagnamento al cambiamento – prosegue – Insieme ai partners con i quali lavoriamo, al volontariato e ad altre strutture cerchiamo di elaborare progetti e strategie per trovare lavoro, per insegnare ad esempio il risparmio. La modifica dello stile di vita rispetto alla perdita del lavoro, infatti, ha un periodo di latenza, ci vuole tempo. E intanto ci sono finanziarie che reclamano magari i soldi dovuti: le famiglie della provincia di Reggio non a caso risultano le più indebitate a livello nazionale. Ma lavoriamo anche sulla costruzione di una rete nei quartieri tra le persone».

«La cosa fondamentale è rivolgersi il primo possibile ai Servizi per chiedere aiuto» è l’invito che arriva da Chiara Bonazzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA