Confcommercio contro lo sbarco in città di H&M
Per Tamagnini (settore Moda): «Spendere poco non significa spendere bene» I commercianti sferzano il Comune: «Serve slancio per il centro storico»
REGGIO EMILIA
È certamente lo sbarco più dirompente degli ultimi anni, capace di far tremare i fatturati di molti concorrenti. L’arrivo del colosso svedese della moda H&M, che aprirà nel centro commerciale in fase di costruzione a Palazzo Busetti, sta facendo tremare le botteghe di Reggio. L’apertura del negozio nel cuore della città è stata fissata ad ottobre, quando verrà inaugurato il mini polo commerciale voluto dall’industriale reggiano Fulvio Montipò, che restituirà alla città la vecchia sede dell’Inps completamente ristrutturata, con all’interno negozi e punti ristoro in grado di attirare migliaia di persone e offrendo lavoro a decine di reggiani. Un progetto che ha aperto un’ampia discussione all’interno del mondo economico reggiano. A manifestare dei dubbi è la Confcommercio di Reggio, per bocca del presidente della federazione Moda, Luca Tamagnini, che ne fa, però, una questione sociologica. «H&M, per chi non la conoscesse, è una multinazionale del comparto moda con sedi in tutto il mondo ed è uno dei marchi più influenti del lifestyle adolescenziale globale - dice il negoziante reggiano - Vende prodotti di confezione estera e si inserisce in una fascia di prezzo molto bassa. Proprio su questo mi piacerebbe soffermarmi. Vogliamo che i nostri ragazzi crescano succubi della globalizzazione, incapaci di cogliere l’importanza della provenienza dei prodotti, della loro qualità e storia, e che per loro contino solo prezzo e attrattiva del prodotto? «Come associazione e come Federazione Moda Italia è nostro compito rendere i consumatori consapevoli del fatto che spendere poco non vuol dire spendere bene. Spesso, troppo spesso, una spesa minima è sinonimo di prodotti di bassa qualità e di facile deteriorabilità. Non per forza bisogna avere venti t-shirt di colori differenti da 9,99 euro, ne bastano dieci da 20 o perfino cinque da 40».
Tamagnini non risparmia un richiamo all’amministrazione comunale, dalla quale i commercianti attendono nuove proposte per il rilancio del centro città. «Ben vengano i colossi della moda nel nostro centro storico. Noi piccoli commercianti non dobbiamo perdere l’occasione di avere più utenza nell’esagono. Sta poi a noi, col nostro savoir-faire, la nostra preparazione e soprattutto coi nostri prodotti, convincere i clienti a scegliere noi invece di altri. L’ultimo punto è una domanda che rivolgo alla nuova amministrazione comunale. Come si intende affrontare al meglio questa nuova opportunità per dare slancio al nostro centro storico? Quali sono gli interventi per accogliere al meglio le migliaia di persone che raggiungeranno l’esagono dalla città e dalla provincia? Come presidente di categoria mi rendo disponibile per un confronto sul tema, sperando che questa proposta non rimanga inascoltata».
