Gazzetta di Reggio

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Dostoevskij, Goldoni i Beatles e Ligabue sul palco del Valli

Dostoevskij, Goldoni i Beatles e Ligabue sul palco del Valli

Dieci imperdibili appuntamenti con il meglio del teatro Umberto Orsini, Neri Marcorè, Alessandro Preziosi

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REGGIO. Il teatro Ariosto chiude dal 1 gennaio al 30 giugno per lavori di ristrutturazione. Eppure la stagione di prosa presenta non pochi appuntamenti che avranno luogo al Valli e alla Cavallerizza.

Si comincia dal 7 al 9 novembre con Umberto Orsini, straordinario protagonista de “La leggenda del Grande Inquisitore”, rilettura di uno dei capitoli più celebri de “I Fratelli Karamazov” di Dostoevskij. Da ricordare a questo proposito la sua interpretazione di Ivan Karamazov, nello sceneggiato tv di Sandro Bolchi del 1969. Ieri come oggi il celebre attore darà anche voce all’Inquisitore.

Prosa e musica, invece, per Maddalena Crippa che sarà diretta dal marito Peter Stein in “Italia mia Italia” con testi da Leopardi a Pasolini e musica da Conte a De André, con l’obiettivo di reagire all’immobilità e alla rassegnazione di questi tempi.

In “Beatles Submarine”, il talento stralunato di Neri Marcorè e la Banda Osiris, diretti da Giorgio Gallione ci portano in un magical mistery tour tra i favolosi Beatles.

Nel solco dei testi classici trattati e ripresi da artisti molto noti al grande pubblico, anche grazie al successo televisivo e cinematografico, si collocano “Falstaff” (traduzione di Nadia Fusini) in cui Andrea De Rosa – già regista in passato di una stupenda Elettra – dirige Giuseppe Battiston. E ancora “Servo per due”, tratto dal “Servitore di due padroni” di Carlo Goldoni, con Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli e “Don Giovanni” con Alessandro Preziosi.

Il Teatro dell’Elfo segue la scia della drammaturgia contemporanea con lo spettacolo “Frost-Nixon” di Peter Morgan, che mescola menzogna politica e giornalismo. In scena, per la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, il confronto tra il 37esimo presidente degli Stati Uniti d’America e un giornalista alle prime esperienze televisive. Una storia che si concluse in modo del tutto imprevedibile, con l’ammissione pubblica del presidente repubblicano delle proprie responsabilità sul caso Watergate.

Dall’America alla Bassa Padana con il poetico “Un bes – Antonio Ligabue”, prima parte di un progetto teatrale che Mario Perrotta ha avviato, dopo essere stato folgorato dalle atmosfere di Gualtieri, e che gli è valso il Premio Ubu 2013 come migliore attore.

È del 1979 “Prima del silenzio” che Giuseppe Patroni Griffi scrisse per Romolo Valli e che ora ritorna con Leo Gullotta, dimostrando un’attualità straordinaria per tematiche e per concetto, mentre Arturo Cirillo si misura con un classico del Novecento, “Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams, spogliandolo dei toni melò e lasciandogli il suo carico di miserie umane. Conclusione con “Una cena armena” in cui Danilo Nigrelli racconta con il lessico del cuore l’incontenibile tragedia del genocidio armeno.

Giulia Bassi