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Foster, giorni di sciopero braccio di ferro sulle ferie

Foster, giorni di sciopero braccio di ferro sulle ferie

BRESCELLO. Si preannuncia un lungo braccio di ferro tra l’azienda e i lavoratori che da lunedì sono in sciopero alla Foster di Brescello con sede in via Ottone – all’ingresso del paese - che realizza...

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BRESCELLO. Si preannuncia un lungo braccio di ferro tra l’azienda e i lavoratori che da lunedì sono in sciopero alla Foster di Brescello con sede in via Ottone – all’ingresso del paese - che realizza lavelli in acciaio inox, piano cottura e forni elettrici.

Da lunedì oltre trenta operai dei magazzini sono rimasti fuori dall’azienda in “picchetto”, con tanto di bandiere, per protestare in seguito alle risposte ricevute dai dirigenti in fase di contrattazione e vi resteranno fino a quando la vertenza non sarà risolta. «Avevamo previsto un pacchetto di sedici ore di sciopero – spiega Emiliano Borciani della Fiom Cgil di Guastalla – ma a queste condizioni lo protrarremo più a lungo. Siamo in fase di rinnovo del contratto aziendale e come da prassi abbiamo presentato la nostra piattaforma. L’azienda, però, ha fatto muro e ha riferito di non volersi confrontare su questo tema: anzi, ha proposto una riduzione del pacchetto feriale, senza lasciare margine per alcuna trattativa».

Ieri, nel corso di un nuovo confronto, Enrico Lini (in rappresentanza della proprietà) e Vittorio Frotti, responsabile del personale, hanno incontrato nuovamente una rappresentanza degli operai per cercare di arrivare un accordo. «In questa occasione – ha aggiunto Borciani – ci è stato proposto di mantenere il premio ferie, ma solo per quest'anno perchè poi dal 2015 verrebbe tolto. Davanti a queste condizioni, dal momento che siamo davanti a una trattativa condotta al ribasso, supereremo le sedici ore preventivate e non ci fermeremo finchè non otterremo condizioni accettabili. Noi saremmo disponibili ad accettare anche un accordo ponte, ma non possiamo sottoscrivere delle condizioni per noi peggiorative». Con lo sciopero degli operai – in gran parte uomini, sia italiani che stranieri, di ogni età - è rimasta ferma gran parte della produzione dell’azienda, con magazzini e officina praticamente inoperosi: in questi due giorni, i cancelli sono stati varcati quasi esclusivamente dagli impiegati (circa la metà del personale). Una situazione simile venne vissuta nel 2008, per uno sciopero a sostegno del rinnovo del contratto aziendale.

Andrea Vaccari