Frodi fiscali, stanati a Reggio ventidue evasori totali
In soli 5 mesi le Fiamme Gialle hanno scoperto Iva non versata per 28 milioni di euro: 31 persone denunciate alla procura. Tre finti poveri ricevevano assegni sociali
REGGIO EMILIA
Le false fatturazioni si stanno rivelando una metastasi che corre lungo la spina dorsale dell’economia reggiana. Un mal costume remunerativo per chi ne trae beneficio - imprese in primis - ma assolutamente deleterio per le casse dello Stato. Secondo i dati pubblicati dalla Guardia di Finanza di Reggio, nei soli primi cinque mesi del 2014 sono state accertate evasioni di Iva per 28 milioni di euro, che hanno portato a smascherare 22 tra evasori totali e paratotali: gente, quindi, che celava redditi e patrimoni per non pagare quanto in realtà dovuto al fisco. Dietro l’evasione c’è spesso l’utilizzo di fatture taroccate, grazie alle quali si possono gonfiare i costi abbattendo gli imponibili sui quali si calcolano poi le imposte. Sono poi 31 le persone denunciate per reati fiscali con proposte di sequestro beni per un ammontare totale di sette milioni di euro.
Dati, si badi bene, che non tengono conto dell’evasione da 13 milioni di euro contestata a 41 indagati compresi nella recente inchiesta Octupus, relativa ad un mare di fatture false con le quali è stata creata una frode fiscale di oltre 30 milioni di euro. In mezzo a quest’ultima operazione, così come negli altri casi ora all’attenzione delle Fiamme Gialle, ci sono principalmente imprese che tentano di intascarsi un extra profitto falsificando i documenti contabili e distorcendo così le normali regole della concorrenza. I settori prevalentemente interessati dal fenomeno dell’evasione totale sono stati quelli dell'edilizia per il 50%, dei servizi per il 21% e del commercio per il 21%.
Nell'ambito della lotta alle mafie, invece, sono nove le persone sottoposte a accertamenti, 22 quelle deferite per frodi sui fondi comunitari per un valore superiore a un milione di euro, e 181 le ispezioni antiriciclaggio. Tutte situazioni, queste, che fanno alzare l’allerta in una città come Reggio, dove vengono monitorati i flussi finanziari per rilevare usura, estorsioni e riciclaggio, reati diffusi in provincia, come testimoniano le cronache recenti.
Le cifre sono emerse ieri mattina nel corso della cerimonia tenuta al comando provinciale della Guardia di Finanza in via Mazzini in occasione del 240esimo anniversario della fondazione del corpo. Importante è stato anche il lavoro svolto dalle Fiamme Gialle nell'ambito dell'attività di repressione della contraffazione, che ha portato al sequestro di 113 prodotti (tra componenti meccaniche, accessori e capi di abbigliamento con marchi contraffatti o privi di marchio “Ce”). Infine, il contrasto al lavoro nero, definito ancora una volta una piaga sul territorio: i 18 controlli effettuati hanno consentito di individuare 15 lavoratori irregolarmente assunti con sanzioni elevate nei confronti di 10 imprenditori per l'utilizzo di manodopera irregolare, nell'ambito di vari settori economici, in particolare bar e commercio al dettaglio. E su 1.013 scontrini controllati proprio ai commercianti, il 20% è risultato irregolare.
