Manodori: Borghi scende, Grasselli sale
L’ex presidente resta al palo: il pro-rettore potrebbe essere il candidato dell’attuale maggioranza
REGGIO EMILIA. Le scadenze incombono, ma la partita sulle nomine alla Fondazione Manodori è ancora molto ingarbugliata. I king maker - ovvero coloro che hanno in queste ore l’onere di scegliere le “terne” per le designazioni che poi spetteranno al consiglio generale uscente - non hanno ancora scoperto tutte le loro carte. E soprattutto non sembrano ancora vedersi all’orizzonte quegli accordi che - almeno in linea teorica - dovrebbero consentire agli enti chiamati a scegliere i loro futuri rappresentanti di aggirare l’ostacolo delle “terne”.
Un meccanismo, quello delle “terne” che è sopravvissuto alle ultime modifiche dello Statuto dell’ente. Un meccanismo che sta creando più di un motivo di apprensione a Luca Vecchi. Il neoeletto sindaco sta cercando in queste ore di tessere le necessarie alleanze con gli altri king maker di questa partita, in particolare rinsaldando quell’asse degli enti pubblici (Comune, Provincia, Camera di commercio) che dovrebbe ottenere una maggioranza nel consiglio generale, anche in vista dell’elezione del successore di Gianni Borghi alla presidenza.
Per il presidente uscente la riconferma che soltanto qualche mese fa in tanti davano per probabile, oggi è poco più che un miraggio. Il segnale è arrivato proprio in queste ore con la “terna” scelta dal Cis, il Centro servizi di Unindustria Reggio. Si tratta di una delle due designazioni oggi in capo a Stefano Landi, presidente uscente degli industriali reggiani ma anche presidente in carica della Camera di commercio, l’altro ente designante. Nella prima terna, quella uscita da via Toschi, il nome di Gianni Borghi non c’è. Ci sono invece di Licia Ferrarini, di Cristina Strozzi della Walvoil e di Maurizio Brevini.
Oggi la Camera di commercio dovrà decidere la propria terna, ma c’è chi giura che nemmeno in quella ci sarà il nome di Borghi. Tutto questo mentre la presidente della Provincia non ha ancora ufficializzato le sue scelte: in queste ore i contatti non mancano, soprattutto whatsApp e sms, in attesa di incontri de visu. Sull’altro fronte, quello della vecchia maggioranza, invece, vi sarebbero già stati contatti e riunioni. Sempre con gli attori noti, persino con gli stessi “suggeritori” nella buca.
L’obiettivo è sempre lo stesso: mantenere la maggioranza nell’ente benefico più importante della città, un tempo vero centro di potere. E questo secondo gruppo sembra addirittura aver trovato un candidato per la presidenza, nell’ex prorettore dell’Università, Luigi Grasselli.
massimosesena
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