Gazzetta di Reggio

Reggio

Per strada gli uomini rischiano di più

Per strada gli uomini rischiano di più

Studio dell’Aci sulla sicurezza dei pedoni: maschi tra i 30 e i 54 anni le vittime più frequenti di incidenti

3 MINUTI DI LETTURA





Che le strade reggiane impongano spesso un forte tributo di sangue a chi circola a piedi o con mezzi privati era risaputo. Ora si scopre però che a farne le spese sono soprattutto gli uomini e in particolare quelli che hanno un'età compresa fra i 30 e i 54 anni.

E' ciò che ha verificato l'Automobile Club provinciale analizzando i dati riguardanti il numero dei morti e dei feriti coinvolti in incidenti avvenuti nel corso dell'anno 2012 con una ulteriore distinzione fra conducenti, passeggeri, pedoni.

L'approfondimento è stato suggerito dal presidente nazionale dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani, dopo le recenti tragedie avvenute a Jesolo e Ravenna con la morte di piccoli passanti di soli 3 e 9 anni.

Ogni anno purtroppo muoiono mediamente in Italia 11 pedoni di età inferiore ai 14 anni ed altri 2.159 restano feriti. Attraversare la strada, anche sulle strisce pedonali, è dunque una impresa se si considera che nel 10% dei sinistri è coinvolta una persona che cammina e le vittime rappresentano il 15% del totale.

I pericoli sono tanti e per coinvolgere maggiormente i giovanissimi e le loro famiglie l'Aci, compresa la sede reggiana, sta svolgendo campagne di formazione denominate "The Long Short Walk", cioè "Una piccola grande passeggiata".

L'occasione serve per spiegare le regole basilari necessarie per camminare e attraversare più sicuri.

Per la verità servirebbero però anche un adeguamento delle infrastrutture e un aggiornamento del codice della strada: è da tempo che si invocano pene più severe per chi causa incidenti.

Base di partenza dell'approfondimento sono stati dunque i dati del 2012: secondo questi dati la popolazione reggiana è formata da 522.468 persone ed i mezzi circolanti 453.188. Nei dodici mesi in esame 1.977 incidenti hanno causato 44 morti e 2.684 feriti.

Ebbene ben 36 delle 44 decessi hanno riguardato persone di sesso maschile e solo 8 erano le donne.

Più precisamente 12 uomini avevano un'età fra i 30 e i 54 anni ed altri 10 erano ultrasessantacinquenni.

In campo femminile il tributo più alto (4 decessi) l'hanno pagato donne fra i 18 e i 29 anni.

Dei 44 incidenti mortali ben 27 hanno visto coinvolti conducenti maschi (3 le donne) 3 passeggeri (4 le femmine) e 6 pedoni maschi (8 dell'altro sesso)

Poco cambia se si contano i feriti, in tutto 2.667 pari a 1.667 maschi e 1.000 donne. La parte preponderante ha riguardato persone al volante (1.306 uomini e 622 femmine).

Numeri consistenti anche per quel che si riferisce ai passeggeri (276 uomini, 294 donne). Parità quasi assoluta infine per i pedoni con 85 uomini e 84 donne.

Anche in questo ambito il numero più alto di sofferenze (1.191 feriti) è toccato a persone di età compresa fra i 30 e i 54 anni seguite (655) dai 18-29enni e (311) da conducenti, passeggeri o pedoni di età superiore ai 65 anni. (l.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA