REGGIO NON PUO’ LASCIAR MORIRE I SUOI CITTADINI
Mi interrogo se, davvero, la prima casa possa essere elemento pignorabile per saldare i debiti o, piuttosto, un bene di prima necessità impignorabile per chi vive in condizioni di povertà. Mi rivolgo...
Mi interrogo se, davvero, la prima casa possa essere elemento pignorabile per saldare i debiti o, piuttosto, un bene di prima necessità impignorabile per chi vive in condizioni di povertà. Mi rivolgo ai Comuni, prima organizzazione della società civile, affinché siano definite le priorità e potenziare gli strumenti ora a disposizione (servizi, alloggi ponte, edilizia popolare), ma anche per fornire con maggiore incisività gli elementi fondamentali per la sopravvivenza (casa, viveri, bollette) a chi non riesce più averli. Quindi dobbiamo tutti assieme individuare un percorso per riposizionare la persona nella società civile e nel mondo del lavoro, con un progetto di vita - i nostri sportelli vogliono collaborare anche per questo -. La soluzione per avere nuove risorse e fare questo, ancora una volta, è quella di tagliare ogni possibile spreco e in particolare il superfluo. Un invito pressante al sistema bancario, sostenuto in questi anni dal sistema internazionale, affinché possa devolvere parte dei propri utili per sostenere le persone in difficoltà, attivando su base provinciale un fondo in denaro per sanare le prime piccole posizioni presso i creditori; questo potrà avvenire dopo semplice e comprovata indagine: il prefetto potrebbe esserne garante. Lo stesso mondo finanziario reggiano, dal quale abbiamo visto partire la crisi, potrebbe dare corpo a un fondo immobili dove, quelli al momento inutilizzati, possano rialloggiare gli sfrattati, in cambio di affitto a modico prezzo.
Mi rivolgo al mondo professionale, dei commercialisti e degli avvocati, e delle associazioni in genere affinché circoli e sia condivisa l'informazione per aiutare chi non conosce leggi e procedure relative a istanze, decreti ingiuntivi, minacce, primi sussidi. Mi rivolgo all'Ausl per affrontare il tema del disagio psicologico di queste fasce in difficoltà.
Non può la bella Reggio che ci consegna questo inizio d'estate lasciare morire così i suoi cittadini. E' una protesta silenziosa che sale lungo i viottoli della città ora affollati di colori, persone e di caldo.
E' un problema, non ultimo, che tocca noi tutti in prima persona. Anche considerando il tema insidioso e molto delicato della dignità della persona dinnanzi alle peggiorate condizioni economiche. L'invito è ad essere pronti a cogliere i sintomi del malessere nel vicino di casa, del compagno di lavoro o del semplice amico. E' una strada molto difficile, parliamone assieme attorno a un tavolo comune da convocarsi quanto prima.
Luciano Semper
(*)Segretario pensionati
Cisl Reggio Emilia