Gazzetta di Reggio

Reggio

le indagini

Report sul caso alla procura dall’ufficiale giudiziario

Report sul caso alla procura dall’ufficiale giudiziario

REGGIO. Niente autopsia, nessun ulteriore accertamento medico legale. Per il magistrato di turno, la dottoressa Valentina Salvi, la dinamica di quanto accaduto lunedì mattina in via Fratelli Rosselli...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO. Niente autopsia, nessun ulteriore accertamento medico legale. Per il magistrato di turno, la dottoressa Valentina Salvi, la dinamica di quanto accaduto lunedì mattina in via Fratelli Rosselli è fin troppo chiara: Erio Boldrini si è gettato dal balcone, mentre l’ufficiale giudiziario con i padroni di casa e l’avvocato stavano salendo per formalizzare le pratiche dello sfratto e della riconsegna dell’alloggio. Nei prossimi giorni, comunque, lo stesso ufficiale consegnerà alla procura una relazione precisa di quanto accaduto. E sui passaggi che hanno scandito la pratica che ha portato all’esecuzione dello sfratto. Un’iniziativa che parte dallo stesso ufficiale: il primo a essere rimasto molto turbato dall’accaduto dato che si trattava di una “riconsegna spontanea” e che Boldrini aveva detto di aver trovato un altro alloggio. Intanto, la famiglia dell’uomo resta chiusa nel proprio dolore. Ieri pomeriggio, ha ottenuto il nullaosta dalla procura e ora potrà decidere come dare il proprio ultimo saluto all’uomo.

A parlare, invece, è la città. «Il primo responsabile è chi applica i provvedimenti sostenuti dal governo Renzi con il Piano Casa del Ministro Lupi – scrive in una nota l’Asia-Usb Emilia Romagna – che non affronta questa problematica. Rappresenta una vera e propria guerra verso i ceti meno abbienti». Fratelli d’Italia, Alleanza Nazionale e la coalizione Prampolini sindaco attaccano il vice sindaco Matteo Sassi: «L’inutile tentativo di innescare una guerra tra proprietari e inquilini è la dimostrazione che questa giunta non sa dove rivolgere il proprio sguardo. Sassi ha omesso che il problema non è la tutela della proprietà privata quanto la negazione di reali aiuti e l’assenza delle istituzioni».