Gazzetta di Reggio

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la prima riunione

Sel e Tsipras, a Reggio c’è voglia di unione

Le formazioni politiche restano però ancora divise sulla strada da percorrere

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A 30 giorni di distanza dalle elezioni europee la Lista Tsipras cerca di organizzarsi per non disperdere i voti raccolti il 25 maggio. A livello nazionale quanto a livello locale (5,32% nel nostro Comune). Per questo nella serata di lunedì scorso il coordinamento reggiano per L'Altra Europa con Tsipras, insieme a simpatizzanti e rappresentanti politici della Sinistra, si è ritrovato per discutere su 'cosa fare da grande' in vista dell’assemblea nazionale del 19 luglio. L'idea è quella di spingere per la formazione di un «nuovo soggetto politico». Questa volta, visto il buon risultato delle europee e all'elezione di tre parlamentari a Bruxelles, si respira più ottimismo. I temi da declinare in ambito territoriale sono «la difesa della Costituzione e della democrazia nelle sue forme istituzionali, formali e sostanziali; la centralità del lavoro, dell'occupazione, della lotta contro la precarietà; il rilancio del ruolo del pubblico sia nella definizione del welfare che nel settore dei beni comuni». Se nascerà, il nuovo soggetto politico, come fanno sapere dal comitato reggiano, dovrà basarsi «sulla capacità di aggregazione dal basso delle persone, su obiettivi credibili e coerenti». Se da una parte c'è la volontà di costituire un soggetto politico dall'altra ci sono i partiti che hanno reso possibile il successo di Tsipras alle europee, in particolar modo Sel. «Dovremmo parlare meno di organizzazione strutturale e darci da fare per un'agenda politica comune, altrimenti rischiamo di creare steccati - spiega Michele Bonforte, coordinatore provinciale Sel – Dall'esperienza de L'Altra Europa si può creare una sinistra ampia per contrastare le politiche neo liberiste. Questo può avvenire solo tramite processi decisionali democratici e non imposizioni dall'alto». La posizione di Maurizio Mussolin della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista pare più drastica, i partiti dovrebbero infatti sciogliersi e confluire nel futuro soggetto politico. I giovani di Sel avvertono: «Siamo disposti a lavorare per un'agenda condivisa ma non siamo interessati a rientrare in vecchie logiche di divisione tra fazioni e partiti di sinistra. Partiamo dal lavoro e dai Beni Comuni».