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Supergres da delocalizzare polemica sui fanghi ceramici

Supergres da delocalizzare polemica sui fanghi ceramici

CASALGRANDE. «Vogliamo capire come avverrà la delocalizzazione e la trasformazione dell’azienda». Si torna a parlare della ceramica Supergres, a Casalgrande, in particolare dei fanghi ceramici...

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CASALGRANDE. «Vogliamo capire come avverrà la delocalizzazione e la trasformazione dell’azienda». Si torna a parlare della ceramica Supergres, a Casalgrande, in particolare dei fanghi ceramici potenzialmente pericolosi che rimangono sul territorio anche al termine della produzione.

Un tema che era stato al centro di accese polemiche, lo scorso maggio scorso, fra l’allora sindaco Andrea Rossi e il Movimento 5 Stelle, e che ora si ripresenta in consiglio comunale. Sono sempre i consiglieri pentastellati a riproporlo con un’interrogazione ad hoc. «Siamo cittadini che hanno a cuore l’ambiente e la salute pubblica, e pretendiamo che nei prossimi anni il nostro territorio venga bonificato davvero, prima che i metalli pesanti presenti in quei terreni arrivino alle nostre falde acquifere», sottolineano i consiglieri nel loro portale web. Il tema è ovviamente molto sentito in tutta la zona ceramica, dove i siti industriali a potenziale rischio sono numerosi. E dove negli anni sono stati effettuati importanti investimenti nella bonifica ambientale, con spese di milioni di euro, sfruttando il decreto Ronchi. Casalgrande, aveva ricordato Rossi a maggio, era stato uno pochi Comuni a spendere tutti i fondi disponibili per queste azioni.

Il Movimento 5Stelle ha presentato anche un’interrogazione sull’assistenza agli anziani.

«Vogliamo capire il senso dei 6 milioni e mezzo di euro che serviranno per costruire la nuova casa di riposo comunale e residenza per anziani prevista a Casalgrande Alto – sostengono –. Bisogna anche tenere conto di ciò che esiste già sul nostro territorio: la Fondazione casa famiglia Mattioli Garavini Onlus. Una struttura – proseguono – che è nato come bene comune e che prevedeva il controllo di noi cittadini attraverso l’istituzione comunale, ma che in seguito è stata privatizzata».

«Vogliamo capire come è potuto accadere che il Comune sia stato estromesso dal consiglio di amministrazione – conclude il Movimento 5 Stelle – a che punto è la causa legale in corso tra Comune e Fondazione e se noi cittadini potremo, un giorno, tornare a gestire quell’importante struttura».