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Esuberi Newlat, appello a Vecchi e De Miro

Esuberi Newlat, appello a Vecchi e De Miro

Flai-Cgil e Fai Cisl: «Abbiamo bisogno di risposte dal Governo sugli ammortizzatori in deroga»

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«Facciamo appello a tutte le istituzioni: prefetto, sindaco e Regione perché si attivino immediatamente, al fine di ottenere risposte rapide dal Governo sugli ammortizzatori in deroga, che non possono essere lasciati cadere nel vuoto a metà dell’anno, quando ancora molti processi di gestione degli esuberi sono in corso in tante aziende». Lanciano l’allarme, ancora in attese di risposte dal Governo e dalla Regione. Ammettendo di trovarsi di fronte a quello che definiscono «un paradosso»: da un lato l’azienda, che ha dato l’ok per continuare il percorso di gestione degli esuberi; da un altro, invece, il rischio sempre più concreto che venga a mancare la cassa integrazione in deroga, ovvero lo strumento attraverso il quale il piano potrà continuare il suo corso.

È quanto denunciano dalla Flai-Cgil e dalla Fai Cisl di Reggio Emilia in merito alla situazione dei 177 esuberi dichiarati tra Reggio, Bologna e Lodi del gruppo Newlat, ormai ad appena quattro giorni dalla scadenza del 30 giugno, termine ultimo della cassa integrazione in deroga. Una situazione denunciata già il 17 giugno scorso, in occasione di un incontro in Provincia, quando si è fatto il punto sull’accordo per gli esuberi Newlat raggiunto lo scorso gennaio al ministero. Durante l’incontro erano emerse due problematiche: lo sblocco dei fondi nazionali per la cassa in deroga del primo semestre 2014, per la quale i lavoratori finora non hanno percepito nulla dopo quasi sei mesi dall’accordo, e la necessità di ottenere un ulteriore periodo di cassa in deroga dopo il 30 giugno. Una situazione che diventa drammatica giorno dopo giorno, che assume i contorni del paradosso alla luce della disponibilità manifestata dai vertici Newlat nell’ultima riunione, intenzionati a non effettuare strappi dopo il 30 giugno, ma comunque costretti a procedere ai licenziamenti in mancanza degli ammortizzatori. «Sia per il caso Newlat che per tutti gli altri lavoratori coinvolti in Regione, oltre 30mila, la proroga di questo strumento diventa fondamentale - affermano dai due sindacati – Un Governo che si è candidato a rappresentare le istanze del Paese, non può far finta di dimenticare o sacrificare, sull’altare di futuribili e mai scontate Riforme, degli strumenti fondamentali di tutela per migliaia e migliaia di lavoratori e famiglie in Italia».

Di qui l’appello alle istituzioni. Sul futuro dello stabilimento, inoltre, pesa anche il destino di un’area inserita nel Psc nel cosiddetto “polo del lavoro e della cultura”. (e.spa.)