Finta solidarietà, scatta la denuncia
Reggiolo: raccolta fondi non autorizzata, il responsabile della festa della birra si rivolge ai carabinieri e ipotizza la truffa
REGGIOLO. La vicenda della presunta truffa operata da ignoti che si sono “spacciati” per collaboratori della festa della birra di Reggiolo, raccogliendo pubblicità in negozi e aziende di Reggiolo, senza che gli organizzatori dell’Hard Rock Beer ne fossero informati, si arricchisce di nuovi particolari.
Non solo il responsabile della sezione Grade onlus di Reggiolo, Roberto Ferrari, nel suo intervento in occasione della cena di lunedì per ringraziare i volontari che avevano lavorato sulla festa, ha annunciato di aver inviato una lettera ai titolari di aziende e negozi che avevano dato un loro contributo, pensando in buona fede che quei soldi fossero destinati al Grade per la realizzazione del Co.Re, mentre invece sono andati nelle tasche di un privato che poi ha stampato una rivista. Ieri il responsabile della festa della birra di Reggiolo, Ivano Giglioli, ha sporto denuncia per truffa, contro ignoti, ai carabinieri della locale stazione. «Il fatto grave è che queste persone si sono presentate nelle varie attività commerciali di Reggiolo per chiedere “se ripetevano la pubblicità dello scorso anno”. E’ chiaro che, di fronte a tale richiesta, conoscendo la nostra festa e il fine per il quale viene organizzata, molti commercianti e titolari d’impresa hanno dato la loro disponibilità. E’ stato fatto tutto alle nostre spalle e questa, a mio avviso, è stata una grave scorrettezza da perte loro, che era giusto segnalare ai carabinieri».
La rivista sulla quale sono state pubblicate le pubblicità dei vari negozi reggiolesi è gestita da una società editoriale di Reggio Emilia. Nelle pagine interne è stata riportata la storia della festa e il programma tratti dal sito ufficiale dell’Hard Rock Beer.
Secondo gli organizzatori della festa della birra di Reggiolo, sulla rivista sono andate decine di pubblicità, pari a una cifra di circa 7mila euro.
«Noi stampiamo migliaia di opuscoletti con il programma – ha detto ancora Giglioli – E li abbiamo distribuiti in tutta la Bassa reggiana e mantovana, mentre questa rivista è stata stampata in 100-200 copie, distribuite solo a Reggiolo».
Sembra che la società editoriale reggiana non sia nuova a questo genere di “iniziative”. «Non hanno mai avuto problemi – ha concluso Giglioli – perché sanno bene come muoversi e cosa fare per non incorrere in qualche fastidio legale».
Mauro Pinotti
