M5S dice “no” agli assessori part-time
Affondo del capogruppo Vaccari: «C’è conflitto di interessi e stiamo valutando le incompatibilità»
REGGIO
«Assessori part-time? Alimentano conflitti di interesse». Parte subito all’attacco, Norberto Vaccari del M5S, nei confronti della giunta targata Vecchi, i cui assessori hanno manifestato l’intenzione di continuare a svolgere le proprie professioni anche durante il mandato. «Penso che assessori part-time aumentino i conflitti di interesse che questi membri della giunta hanno messo in piedi - attacca Vaccari – Mi riferisco a chi lavora nell’ambito cooperativo: prima distribuivano l’Unità, adesso i bollini delle raccolte punti». Il riferimento, neanche velato, è nei confronti di Raffaella Curioni, sulla quale già prima della nomina Vaccari aveva espresso perplessità in fatto di esternalizzazioni dei servizi scolastici, dicendo che «sarà interessante vedere come una responsabile delle coop si pone nei confronti di tutto ciò che ruota attorno a quel mondo». Ma non solo Curioni nell’attacco del M5S. Nel mirino, anche Serena Foracchia, assessore alla Città internazionale, e Francesco Notari, assessore al Bilancio. La prima per i suoi rapporti con Reggio Children, il secondo per il suo ruolo nelle partecipate: posizioni che generano condizioni di incompatibilità se non risolte nell’arco di un paio di settimane. «Chi è dipendente di un ente controllato dal Comune, se svolge il suo compito di assessore diventa sia controllore che controllato - afferma Vaccari – Stiamo valutando se ci sono i presupposti legali per proporre in consiglio la loro incompatibilità». Critico nei confronti delle nomine è anche Gianluca Vinci della Lega: «Mirko Tutino e Matteo Sassi non finiranno mai la consiliatura - sostiene - sono in Comune in attesa di una chiamata da Bologna o da Roma». Per Cinzia Rubertelli di Grande Reggio, «le perplessità sono sul numero degli assessori: con soli sei assessorati, accorpando alcune deleghe, si sarebbe garantito un risparmio per le casse comunali da 250mila a 450mila euro in cinque anni». (e.spa.)
