Gazzetta di Reggio

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Sedici attivisti denunciati per gli scontri del 25 aprile

Sedici attivisti denunciati per gli scontri del 25 aprile

Durante la manifestazione contro la Lega Nord rimasero feriti tre poliziotti Accuse di resistenza, lesioni ed esplosioni pericolose per i ragazzi di Aq 16

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Sono sedici le persone denunciate per gli scontri con la polizia del 25 aprile scorso, in piazza Del Monte. Tredici delle quali sono attiviste del Laboratorio Aq 16.

Le indagini degli uomini della Digos, coordinati dal dirigente Lucio Di Cicco, si sono chiuse dopo due mesi. E sono arrivate all’identificazione – e soprattutto all’attribuzione delle responsabilità – delle persone protagoniste del corpo a corpo tra manifestanti e forze dell’ordine, che aveva fatto finire all’ospedale tre poliziotti.

Per quattordici di loro è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Tre dovranno anche rispondere di accensione ed esplosioni pericolose: durante la manifestazione hanno acceso una torcia da segnalazione. Due attivisti sono accusati di tentate lesioni personali e porto di strumenti atti a offendere: con le aste delle bandiere che inbracciavano avrebbero colpito i caschi dei poliziotti. Sono tutti reggiani, tranne uno che è di Bologna.

A provocare la rabbia dei manifestati, nel giorno che celebra l’anniversario della Liberazione, era stata la presenza a Reggio del segretario nazionale della Lega Nord, Matteo Salvini. Mentre in piazza andava in scena il rituale tradizionale della commemorazione, il leader del Carroccio e i suoi avevano organizzato nella sala dibattiti dell’hotel Posta in piazza Del Monte una tappa del loro “No Euro tour”, appuntamento della campagna elettorale sia per le Europee che per le elezioni amministrative ormai entrata nel vivo. Gli attivisti dei movimenti antagonisti e di sinistra, come il Laboratorio Aq 16, avevano visto l’iniziativa come una provocazione in un giorno così significativo e in una città simbolo della Resistenza come Reggio. Per questo, avevano organizzato un corteo di protesta. Determinati a raggiungere piazza Del Monte e a intercettare i leghisti.

Era stato durante il corteo lungo la via Emilia, in centro storico, che avevano tentato di sfondare il cordone di poliziotti. Per alcuni istanti, si era consumato un diretto corpo a corpo con le due parti – manifestanti di qua, poliziotti in assetto antisommassa di là – divisi solo da alcune transenne.

Il bilancio era stato di tre feriti, tra le forze dell’ordine: due agenti della Digos e uno del Reparto Mobile di Bologna, che erano stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

A subire le conseguenze più gravi era stato proprio quest’ultimo, che ha subito la frattura composta della tibia con una prognosi di 35 giorni. Più lievi le conseguenze per gli altri due, che se la sono covata con dieci giorni di riposo. Nonostante il tentativo di sfondamento e gli scontri, la polizia era comunque riuscita a contenere la contestazione e senza l’uso della forza. Manifestanti e leghisti non sono mai venuti a diretto contatto e, infine, la giornata si era conclusa senza ulteriori incidenti di piazza. (el.pe)