Sylvester, famiglia indebitata per il funerale
L’avvocato chiede un acconto all’assicurazione di Seta sul risarcimento ma ancora nessuna risposta
Mentre l’inchiesta della procura per attribuire responsabilità nell’assurda morte di Sylvester Agyemang, il 14enne rimasto ucciso mentre scendeva dal bus che lo portava a scuola lo scorso mese di gennaio alla fermata di Porta Santa Croce, va avanti, la famiglia del ragazzino è chimata a fare i conti con gravi difficoltà economiche.
Al punto che il legale dei genitori, l’avvocato Andrea Pellegrino, ha scritto una lettera a Seta e all’assicurazione di Seta – La Cattolica di Verona – per chiedere un anticipo al risarcimento che comunque spetterà alla famiglia per quello che è accaduto e che sarà richiesto dal legale in sede civile. La cifra che potrebbe dare una mano a due genitori che non solo hanno perso un figlio in circostanza tanto tragiche, ma che ora devono farei conti con la perdita del lavoro dell’uomo – è in cassa integrazione e la sua è la sola fonte di reddito della famiglia – le difficoltà di provvedere al sostentamento del nucleo familiare, composto dalla moglie e da altri due bambini, e di provvedere all’alloggio. E sulle spalle pesano ancora fortemente i debiti per il funerale del ragazzino e quelle mediche che sono state necessarie per fornire un supporto di natura psicologica dopo l’improvviso lutto che li ha colpiti. «E’ una cifra minima che sarebbe di grande aiuto in questo momento per questa famiglia, ma ancora non sono arrivate risposte né da parte di Seta né da parte dell’assicurazione» spiega il legale degli Agyemang.
Sylvester Agyemang quel tragico 13 gennaio era partito da Rubiera col bus della Linea 2 per raggiungere Reggio e andare a scuola, allo Scaruffi. Alla fermata di Porta Santa Croce, però, il ragazzo era caduto, morendo all’arrivo in ospedale. L’inchiesta sulla sua morte ha dovuto subire anche il clamoroso errore dell’errata identificazione del mezzo, che ha fatto perdere tempo e forse prove preziose.
