Esuberi Newlat, il caso arriva in Parlamento
Interrogazione della deputata Pd Incerti al ministro Poletti. Luca Vecchi incontra i sindacati
REGGIO. «Ho intenzione di presentare un’interrogazione urgente al ministro del Lavoro sul futuro della Newlat, e su quello di tutte quelle aziende che si trovano in una situazione analoga. In particolare chiedo di sapere come si intenda procedere per il rifinanziamento della cassa in deroga. Lo stesso ministro Poletti, infatti, aveva annunciato un’iniezione di fondi per circa 400 milioni di euro».
Dopo l’appello dei sindacati alle istituzioni per scongiurare la scadenza degli ammortizzatori in deroga – prevista lunedì prossimo – sul futuro dei 177 esuberi dichiarati dalla Newlat tra Reggio, Bologna e Lodi è la parlamentare Pd, Antonella Incerti, ad annunciare un’interrogazione alla Camera. «Occorre dare risposte veloci a questi lavoratori e alle loro famiglie – afferma Incerti – per questa ragione mi impegno in prima persona per contribuire a dare una soluzione a questo problema».
Una notizia accolta con favore da Matteo Alberini, responsabile Economia, Ambiente e Territorio della segreteria Cgil, che giovedì scorso ha contattato anche il sindaco Luca Vecchi per fissare un incontro ad inizio della prossima settimana, ormai a ridosso del termine del 30 giugno. Una data oltre la quale il destino degli esuberi appare sempre più incerto, con il rischio sempre più concreto che vada a monte l’accordo siglato a gennaio fondato su uscite dal lavoro su base volontaria, aprendo di conseguenza la strada ai licenziamenti.
«Abbiamo chiesto al sindaco di poter illustrare la situazione dell’azienda, in continuità con un discorso avviato con la precedente amministrazione – fa sapere Alberini, commentando inoltre l’intenzione di Incerti di presentare un’interrogazione parlamentare sul caso Newlat – secondo le bozze del decreto finora in circolazione, si prevedrebbe il ricorso all’ammortizzatore in deroga per un tetto massimo di otto mesi a decorrere dal primo di gennaio 2014. Una condizione inservibile per Newlat, visto che i lavoratori, ancorché non pagati, hanno già usufruito di sei mesi». Ma sul futuro dell’ex Giglio incombe anche il destino di un’area che, inserita nel Psc come “polo del lavoro e della cultura”, da tempo è al centro di ipotesi su una futura ristrutturazione del maxi-stabilimento. Da un punto di vista proprietario, sull’area - attualmente riconducibile alla Parco – c’è un leasing che scade nel 2015. L’anno scorso c’era stata una proposta di Newlat per un riscatto anticipato, ma la trattativa si è fermata in dirittura di arrivo.
«L'azienda negli ultimi mesi sembra aver lasciato cadere il progetto della ristrutturazione e ha puntato su acquisizioni di altre aziende. Speriamo che il discorso possa riprendere», aggiunge Alberini riferendosi al recente acquisto da parte del gruppo Newlat della Centrale del Latte di Salerno. (e.spa.)