Gazzetta di Reggio

Reggio

Investì il vicino: perizia sull’omicida

di Tiziano Soresina
Investì il vicino: perizia sull’omicida

Castelnovo Sotto: accertamenti psichiatrici per Alberti da quasi un anno in cella. La difesa: «Da tempo era in cura a Parma»

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO SOTTO. Da quasi un anno il 50enne Lamberto Alberti è in carcere alla Pulce con la pesante accusa d’aver investito e ucciso il 7 agosto scorso – a Case Melli – il vicino di casa (il 65enne Umberto Barani).

Una vicenda assurda, perché “alimentata” da un astio per tanti versi inspiegabile. Proprio per questo anche il pm Valentina Salvi – che ha coordinato le indagini dei carabinieri – non s’è opposto giorni or sono alla richiesta della difesa di una perizia psichiatrica per l’omicida. «Dal 2003 Alberti era seguito dal dipartimento di neuropsichiatria di Parma – spiega l’avvocato difensore Giuseppe Artioli che ha legato questa richiesta all’instaurarsi del processo con rito abbreviato – per il disturbo bipolare e la depressione che l’attanagliavano. Condizioni psichiche che hanno influito su quanto accaduto. Sulla capacità d’intendere e di volere del mio assistito ora si esprimerà un esperto».

Il perito si metterà al lavoro fra tre mesi, comunque questa è la strada giudiziaria intrapresa per una storia a dir poco allucinante. La parte civile – il figlio (Mauro Barani)e la moglie (Lucia Selmini) della vittima – sono rappresentati dall’avvocato Giuseppe Pagliani. Il Comune di Campegine non ha ritenuto di costituirsi parte civile nel procedimento perché ritiene «la vicenda dolorosa, ma pur sempre privata».

Ma cos’era accaduto quel giorno? Poco prima delle 15.30 Alberti parte da casa a bordo della sua Opel Frontera e si dirige verso la vicina abitazione della famiglia Barani. Qui, si rivolge al padrone di casa, il 65enne Umberto, e gli grida «Tuo figlio mi ha rubato il gasolio», poi se ne va. A quel punto Barani riferisce l'accaduto al figlio Mauro che si sente ingiustamente colpevolizzato e vuole chiarirsi con il vicino di casa. Quindi, per spingerlo a fermarsi e a confrontarsi, parcheggia la sua Fiat Bravo in mezzo alla strada in modo da bloccargli il passaggio. Ma Alberti, nonostante la presenza del mezzo, con la sua Opel prosegue la marcia come se niente fosse e tampona con violenza la Fiat, che finisce nel canale di scolo. Mauro Barani, che è a bordo del mezzo, riesce ad uscirne appena in tempo. Davanti alla folle scena, Umberto Barani si precipita in mezzo alla strada e si pone davanti alla Opel, confidando che il conducente si fermi. In realtà Alberti riparte a tutta velocità e travolge Barani, che viene trascinato sull'asfalto e ucciso sul colpo.