Gazzetta di Reggio

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“La Tasi? Impossibile, anzi ridicola”

“La Tasi? Impossibile, anzi ridicola”

A pochi giorni dalla scadenza della tassa, il 30 giugno, l’intervento del presidente di Confesercenti Reggio Domenichini “E’ un’imposta patrimoniale. Le aziende così di rifiuti possono anche morire”

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REGGIO.

La Tari? “Da sincope”, “impossibile oltre che ridicola”. A parlarne è Dario Domenichini, presidente di Confesercenti Reggio, che interviene a pochi giorni dalla scadenza del pagamento della nuova tassa. “Di rifiuti un’azienda può anche morire”, dice. Pubblichiamo di seguito la nota. “Il 30 giugno prossimo scadranno i termini per il pagamento della Tari, terza testa di quell’idra fiscale che è la cosiddetta Iuc, le altre sono le famigerate Imu e Tasi. Moltissimi utenti, tra cui le piccole e medie imprese nostre associate, hanno ricevuto negli ultimi giorni le fatture e gli F24 per il pagamento della tassa rifiuti. E qui cominciano i dolori. Già lo scorso anno con il balletto della Tares i nostri socie e i cittadini hanno dovuto pagare mediamente il 20% in più (nei comuni che passavano da Tarsu a Tares senza passare dalla Tia gli aumenti sono stati anche del 60%!), quest’anno l’aumento, almeno per il Comune di Reggio Emilia sembra comunque superiore al 5%. Inoltre moltissime imprese e famiglie si sono viste recapitare nei primi mesi dell’anno le fatture di chiusura della Tia 2011 e 2012 con i calcoli delle superfici verificate con l’ausilio del catasto. Si può immaginare cosa accade quando ti vedi recapitare nel giro di due o tre mesi fatture per importi di diverse migliaia di euro per lo smaltimento del “rusco”. Il minimo è una sincope. Sì, perché questo si somma a tutto il resto e non sto in questo momento a fare una tirata sulla difficoltà in sui si trovano le aziende a causa di una tassazione a di poco vessatoria. Il fatto è che le tasse vanno pagate, ma la situazione odierna è impossibile oltre che ridicola.

Pretendere che piccole aziende in forte difficoltà, con spesso problemi di liquidità e credito, paghino nel giro di pochi mesi anche cinque o sei mila euro (e siamo solo a giugno, manca la fattura di novembre) per la tassa rifiuti è ridicolo. Anche perché qualcuno mi deve spiegare perché se la Tari serve a pagare il costo del servizio, se si sono scoperte maggiori superfici assoggettate dall’incrocio con i dati del catasto, non si provvede a diminuire il costo della tassa al metroquadro. Fatta la domanda mi do da solo la risposta. Perché si scrive tassa rifiuti, ma in realtà si legge tassa patrimoniale, una patrimoniale che lascia ampia libertà di manovra nel decidere le quote da applicare secondo le diverse classificazioni, con l’effetto che piccoli negozi alimentari pagano uno sproposito per smaltire qualche imballaggio e un po’ di rifiuto organico.

Inoltre c’è il problema della rateizzazione dei pagamenti. Sul sito del Comune di Reggio Emilia viene espressamente indicato che per le imprese è possibile rateizzare il pagamento solo per importi superiori a i 1000 euro e con rate non inferiori ai 500. Inoltre per poter accedere alla rateizzazione la ditta deve dimostrare il proprio stato di difficoltà con bilanci e estratti conto.

Ora, che serva un bilancio per dimostrare la difficoltà dell’azienda può anche starci, anche se un bilancio positivo potrebbe celare difficoltà di cassa, ma che l’azienda debba dimostrare di non avere sul conto corrente la somma per avere accesso alla dilazione di pagamento è assurdo. Primo perché il conto aziendale può variare di molto anche velocemente e poi perché cosa succede se per pagare il pattume devo intaccare il fido o ritardare il pagamento dei fornitori? A nostro avviso la richiesta di rateizzazione denota la volontà della ditta di pagare le tasse, in maniera meno impattante sulla cassa, ma comunque la volontà c’è, per cui andrebbe accolta su basi di verifica differenti. Come si vede la questione rifiuti, per quanto ci riguarda, è tutt’altro che chiusa. Chiederemo pertanto al Comune di Reggio e ad Iren di vederci per poter definire di concerto una nuova strategia per l’applicazione della tassa in modo che i nostri soci non vengano messi in crisi da adeguamenti, conguagli o mancata rateizzazione”.