Landi sceglie Borghi e cerca l’intesa con Vecchi e Masini
Mentre si accorciano i tempi per le designazioni nel consiglio generale della Manodori, non si vede all’orizzonte una possibile svolta nel risiko. Eppure, i contatti non mancano, almeno all’interno...
Mentre si accorciano i tempi per le designazioni nel consiglio generale della Manodori, non si vede all’orizzonte una possibile svolta nel risiko. Eppure, i contatti non mancano, almeno all’interno della maggioranza uscente dell’ente di piazza del Monte. Il gruppo, dopo la ri-discesa in campo di Gianni Borghi, designato nella terna che il Cis, il Centro servizi di Unindustria ha presentato alla Fondazione, sembra deciso a puntare sull’ex pro-rettore della sede reggiana dell’università, Luigi Grasselli.
Fin qui, in estrema sintesi, lo scontro tra i due che -al momento - sembrano i principali candidati alla guida dell’ente. Invero, quando si tratta di Manodori le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Adesso poerò è attorno a questi due che si sta giocando la partita per la scelta dell’altra dozzina di consiglieri.
Una partita che dovrebbe vedere contrapposte la maggioranza uscente e i rappresentanti degli enti locali dall’altra. Peccato che mentre i primi siano indefessamente al lavoro per tessere la loro tela, gli enti pubblici al momento non si stanno ancora parlando. L’unico a muovere per primo una parte delle sue pedine è stato fin qui Stefano Landi. Lo ha fatto in uno degli ultimi atti da presidente di Unindustria Reggio Emilia e ha nominato Borghi. L’obiettivo di Landi è coalizzare attorno al presidente uscente una maggioranza forte, non risicata, in grado di decidere e poi tenere la rotta della Fondazione per i prossimi anni e soprattutto di farlo, perseguendo gli interessi generali della città. Per questo ha probabilmente frenato l’altra giocata che gli spetta - quella in qualità di presidente della Camera di commercio. In attesa che Luca Vecchi e Sonia Masini si confrontino e decidano. La presidente della Provincia, in queste ore, non sembra essere tra le persone più facili da contattare e questo rende tutto ancora molto indefinito. Per la verità la designazione di Borghi non sembra essere il viatico migliore per cercare un accordo con il Pd: nel partito di via Gandhi il presidente uscente non gode di un gradimento unanime. Ecco perché, in attesa che la Provincia batta un colpo, Vecchi è anche alla ricerca di un altro candidato alla presidenza. (m.s.)
